Hisyou

Per una volta faccio pubblicità.

Hisyou se la merita.

Finalmente anche Vicenza ha il suo ristorante giappo. Dal mio ritorno non faccio che sognare soba e udon. Ma che delusione:  in veneto ci sono pochissimi ristoranti giapponesi. Di quelli veri, intendo.

Poi la rivelazione: domenica sera sono andata da Hisyou in piazza delle Erbe, dietro la Basilica e di fronte alla Torre del Tormento.  L’atmosfera è molto elegante e romantica e all’entrata ci sono tutti i cuochi che ti salutano da dietro il bancone . Il ristorante è buonissimo e cento per cento giapponese( cuochi, camerieri, tutto!)Non solo sushi e sashimi ma anche agemono, yakimono,  teppanyaki, riso,  onigiri, maki, udon,  soba, e i dolci tipici come il  il tortino di riso e l’azuki, la marmellata di fagioli rossi. E poi sakè e birre giapponesi!

Kampai!

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Published in: on agosto 7, 2008 at 7:32 am  Comments (8)  
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Unicorni

 

Ho appena finito di leggere La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki.

L’ho letto con calma, un capitolo per ogni viaggio in treno

Mi è piaciuto. A me piace chi scrive in modo semplice.

Perché o sei Boccaccio o non t’allargà. 

“Nella cassetta delle lettere non c’era posta. Sulla segreteria telefonica nemmeno un messaggio. Nessuno aveva bisogno di me, pareva. Magnifico. Neanch’io avevo bisogno di nessuno”

 Per maggiori info su Murakami Haruki:

http://www.zaghi.it/murakami/index_int.htm

 Ho comprato il mio prossimo compagno di viaggio: Firmino di Sam Savage,la storia di un topo brutto ma intelligente, un pò com’ero io alle medie, che si nutre di libri. 

Un libro dedicato a “quella figura emarginata, ma ostinata, che è il lettore di romanzi nella nostra società”.

Tama la capostazione

Da oggi ho un motivo in più per invidiare i pendolari giapponesi. Non solo per la loro fantastica rete ferroviaria (vedi post Il paradiso dei pendolari, marzo 2008), ma anche per Tama.

Tama è il primo bigliettaio gatto. Da quando c’è lei la piccola stazione di Kinokawa ha avuto un 10% in più di passeggeri. I viaggiatori passano a salutare e ad accarezzare la piccola ex-randagia in servizio prima del viaggio.

Un bel modo per cominciare la giornata.

Io mi acconterei anche di un criceto.

Published in: on maggio 25, 2008 at 4:35 pm  Comments (4)  
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Fiori viventi, parte II

 Dopo quasi anno si è pronte per sostenere un esame per diventare maiko, apprendista geisha. Solo allora le ragazze possono passare al kimono (una maiko dovrebbe possederne almeno 40 all’inizio, e sono tutti costosissimi), i gioielli , il trucco e l’acconciatura tradizionali (Con l’andare degli anni molte di loro soffrono di calvizie sulla sommità della testa, per via del tiraggio continuo dei capelli all’indietro). La maiko è pronta per andare al lavoro, che è molto più noioso di quello che si pensa: intrattenere gli ospiti, quasi sempre uomini di una certa età, a cene e a feste servendo loro il tè, esibendosi in spettacolini musicali e danzanti. Non possono né mangiare né bere niente durante la cena ma solo rallegrare la serata del cliente giapponese con un erotismo che ad un uomo occidentale appare completamente incomprensibile. Dopo cinque anni di gavetta potranno diventare geishe e ripagare i loro debiti alla oka-san, la donna che ha investito su di loro tempo e soldi.

Molte geishe sono delle artiste vere e proprie ma il loro compito principale è quello di ornare e decorare l’ambiente con la loro semplice presenza.

Come dire, non è la mia tazza di sakè. Ma sempre meglio delle veline.

Published in: on aprile 30, 2008 at 7:10 am  Comments (1)  
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Fiori viventi, parte I

 

Di ritorno dal Giappone, non si sfugge alla domanda di rito: Ma hai visto le geishe? Sì, certo, camminando nella parte vecchia di Kyoto ne vedi molte, soprattutto le le maiko, le aspiranti. Le vedi procedere a passo incerto su sandali altissimi, traballanti ma composte, truccatissime e pettinatissime. E sfatiamo due  luoghi comuni: non sono tutte belle, anzi!, i molti strati di kimono le rendono tutte un po’ paffutelle, e , soprattutto, non sono assolutamente delle prostitute.

Chi sono allora le geishe? Prima di tutto un tempo le ragazze non sceglievano volontariamente diventare geishe, provenivano spesso da famiglie povere e con molti figli e iniziavano da bambine il duro apprendistato. Un po’ come le monache da noi.  Oggi, invece sono le ragazze, solitamente sui 14-15 anni, a voler intraprendere questo lavoro, molto faticoso ma ricco di privilegi. L’apprendistato comincia con la separazione totale dalla famiglia( neanche una telefonata ai genitori per più di un anno), il trasferimento a Kyoto (o Tokyo) e la convivenza con una ragazza maiko, la sorella maggiore. L’addestramento è molto lungo e complesso: lezioni di danza, pronuncia (le ragazze di provincia devono perdere la loro inflessione), portamento, flauto, composizione floreale ecc. 

 

Nella foto: maiko a Kyoto, maggio 2007.

Published in: on aprile 29, 2008 at 12:43 pm  Lascia un commento  
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Icoca!

I giapponesi adorano i personaggi fumettosi, soprattutto se buffi e coccolosi.

Perché allora non usare una mascotte degna di Kiss me Lycia, per pubblicizzare il pass dei treni?

E’ il caso di Icoca a Kyoto. Con il tempo l’amerete anche voi.

Se non vi basta la foto guardate qui

 

e qui

 

 

 

Published in: on aprile 27, 2008 at 4:32 pm  Lascia un commento  
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Pavimenti di usignolo

 

 

A Kyoto ci sono più di 1800 templi.

Se dovete fare una selezione non perdete l’antico castello di Nijo, la  fortezza dello shogun.

 

Passeggiare per i bellissimi giardini rigogliosi che lo circondano è davvero rilassante e ancor più stupefacente è camminare  sui pavimenti dei corridoi del castello: ad ogni passo un cinguettio di usignoli.

E’ l’effetto sonoro prodotto dal calpestio a piedi nudi per avvertire la presenza di estranei o di ospiti indesiderati. Un’idea da copiare. Se arriva la suocera, per esempio.

 

Published in: on aprile 25, 2008 at 2:07 pm  Lascia un commento  
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Kamakura

 

A bordo di un trenino elettrico d’altri tempi siamo arrivati a  Kamakura , una deliziosa cittadina immersa nel verde a 50 kilometri da Tokyo. Kamakura è circondata da tre lati da montagne ed è anche provvista di una bella spiaggia .Ma l’attrativa principale è sicuramente il Daibutsu, una grande statua di Buddha alta 13 metri. Inutile dire che tutte le scolarette vestite come Sailor Moon hanno posato davanti per ore, tutte con la stessa identica posa (la v di vittoria,eredità americana). Gli scoiattoli di Kamakura sono molto socievoli e non hanno nessuna paura degli esseri umani, ma portate loro qualche dolcetto!

Published in: on aprile 12, 2008 at 9:36 am  Comments (1)  
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Il castello nero

 

 

Il castello di Matsumoto è il più antico castello in legno del Giappone.

Viene chiamato il castello del corvo a causa delle sue mure nere e delle sue ampie tettoie che sembrano ali.

 Di colore opposto a quello di Himeji (vedi post del 17 marzo) si trova nella cittadina di Matsumoto, nella prefettura di Nagano, zona di montagna molto amata dagli stessi giapponesi,  non molto distante da Tokyo.

Come il castello bianco di Himeji, il castello nero lascia senza parole per la sua splendida imponenza e se si riescono a superare le scale sempre più strette e tortuose si può arrivare fino al tetto da dove i samurai facevano fuoco con i loro cannoni quattro secoli fa.

Published in: on aprile 5, 2008 at 5:34 pm  Lascia un commento  
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I giappobisco

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I giapponesi sono famosi per molte cose: il sushi, i manga, l’arte del tè, le geishe….ma non per i dolci. Diciamola tutta, non è il loro punto di forza in cucina. 

 E’ stata,quindi, una vera sorpresa assaggiare alle bancarelle di un tempio a Tokyo un daifuku,  un favoloso biscottone morbido e caldo( sì, lo so, nella foto sembrano delle cipolle…).

L’ingrediente segreto? Sarebbe meglio non dirvelo, altrimenti non li proverete mai…Ma tanto andare a far spese ad Asakusa è un po’ scomodo…quindi ve lo posso anche dire: la marmellata di azuki, i fagioli dolci.

 

 

Sara, quando torni in Giappone portamane una provvista!!

Published in: on aprile 4, 2008 at 8:36 am  Comments (6)  
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Il paradiso dei pendolari

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In Giappone abbiamo viaggiato con gli shinkansen , i famosi treni proiettile.

L’organizzazione delle stazioni giapponesi ha dell’ incredibile:

  • Degli avvisi in inglese e giapponese comunicano quanti minuti e quanti secondi mancano all’arrivo del treno
  •  Al binario delle linee a terra numerate delimitano il punto esatto in cui la porta del treno si aprirà, in modo che i passeggeri possano aspettare in modo ordinato e rigorosamente in fila
  • I treni sono di una puntualità assoluta( i ritardi medi sono di dieci secondi)
  • Lo spazio interno è molto confortevole se non fosse per i bagagli voluminosi degli occidentali ( i giapponesi sono abituati a spedire  a parte i bagagli ingombranti:fatelo anche voi, è comodissimo!)
  •  I sedili sono sempre orientati in direzione della destinazione (grazie alla semplicissima trovata di averli resi girevoli)
  • All’interno di ogni carrozza c’è uno schermo che annuncia le fermate  sia in caratteri ideografici sia fonetici.

Ma quello che mi è piaciuto di più sono stati i controllori: prima di uscire da ogni carrozza, anche se nessuno li stava a guardare, facevano un profondo inchino ai signori clienti pendolari.

Trenitalia, prendi appunti!

Published in: on marzo 29, 2008 at 12:10 pm  Comments (2)  
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Fuji-san

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 Dicono che sia difficile vederlo perchè è spesso avvolto dalla nebbia.

 Ma noi siamo stati fortunati: in una bellissima giornata di primavera abbiamo visto la sua cima innevata da una barca sul lago Ashi ad  Hakone, una località di vacanza molto in voga tra i giapponesi.

 In  cima al monte Fuji si trova un santuario scintoista dedicato alla principessa spirito della fioritura dei ciliegi. Il Fuji-san è un vulcano ancora attivo alto 3776 metri.

I giapponesi dicono che scalarlo una volta  è saggio, due è sciocco.

 

Published in: on marzo 20, 2008 at 5:36 pm  Lascia un commento  
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Dall’alto del castello di Himeji

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Il castello di Himeji vale da solo l’intero prezzo del biglietto aereo per il Giappone( che è poi l’unica spesa ingente in un paese considerato-a torto-carissimo). E’ un tipico esempio di castello giapponese, edificato nel 1306, con tanto di mura-bianchissime-, bastioni e artiglieria, circondato da un classico giardino giapponese.Passeggiare nelle ali del castello è spettacolare come pure vederlo sbucare all’orizzonte una volta arrivati alla stazione di Himeji. A proposito, orientarsi in Giappone è incredibilmente facile. Grazie alla segnaletica perfettamente visibile (una foto del castello con tanto di freccia ti accompagna dal binario della stazione fino al castello, proprio come in Italia eh), e alla gentilezza dei giapponesi-che si fermano ad aiutarti appena vedono due americans con la cartina in mano.

Published in: on marzo 17, 2008 at 6:31 pm  Lascia un commento  
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Japan

Dal 15 al 30 maggio 2007 io e Raniero siamo stati in Giappone. E’ stato un viaggio bellissimo e difficile da raccontare.

Kyoto,Tokyo, Nara, Nagano, Hakone, Himeji e Kamakura. 

Sette città incredibile e mille anedotti, foto, video, eventi, cibi e musica e tanto altro. Come raccontare tutto senza annoiare? Con una foto e un miniracconto alla volta!

Se state per partire per Tokyo vi consiglio il sito di una studentessa d’italiano giapponese:

http://il-nuovo-milione.net/

Published in: on marzo 17, 2008 at 6:18 pm  Lascia un commento  
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