In partenza…

Domani parto per una delle mie minivacanze, quattro giorni-di cui due di viaggio– a Friburgo in Germania. Sveglia la mattina presto, biscottini cinesi per il viaggio, macchina fotografica e via, in macchina verso la Svizzera.Come sempre, non ci sono programmi in vista, a parte per venerdì: se farà bel tempo, Europa Park.

So già che domenica tornerò ancora più stanca di oggi e lunedì mattina avrò così sonno che in stazione sbaglierò binario ( considerato che Vicenza ne ha 4…) Ma è da gennaio che non mi prendevo qualche giorno e, anche se non lavoro in miniera, sinceramente ne avevo davvero bisogno. Tra lavoro, treni e tesi del master non ne potevo più!

 

A presto 🙂

BUON PRIMO MAGGIO  A TUTTI!

Sara

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Published in: on aprile 30, 2008 at 9:05 am  Comments (2)  
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Fiori viventi, parte II

 Dopo quasi anno si è pronte per sostenere un esame per diventare maiko, apprendista geisha. Solo allora le ragazze possono passare al kimono (una maiko dovrebbe possederne almeno 40 all’inizio, e sono tutti costosissimi), i gioielli , il trucco e l’acconciatura tradizionali (Con l’andare degli anni molte di loro soffrono di calvizie sulla sommità della testa, per via del tiraggio continuo dei capelli all’indietro). La maiko è pronta per andare al lavoro, che è molto più noioso di quello che si pensa: intrattenere gli ospiti, quasi sempre uomini di una certa età, a cene e a feste servendo loro il tè, esibendosi in spettacolini musicali e danzanti. Non possono né mangiare né bere niente durante la cena ma solo rallegrare la serata del cliente giapponese con un erotismo che ad un uomo occidentale appare completamente incomprensibile. Dopo cinque anni di gavetta potranno diventare geishe e ripagare i loro debiti alla oka-san, la donna che ha investito su di loro tempo e soldi.

Molte geishe sono delle artiste vere e proprie ma il loro compito principale è quello di ornare e decorare l’ambiente con la loro semplice presenza.

Come dire, non è la mia tazza di sakè. Ma sempre meglio delle veline.

Published in: on aprile 30, 2008 at 7:10 am  Comments (1)  
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Fiori viventi, parte I

 

Di ritorno dal Giappone, non si sfugge alla domanda di rito: Ma hai visto le geishe? Sì, certo, camminando nella parte vecchia di Kyoto ne vedi molte, soprattutto le le maiko, le aspiranti. Le vedi procedere a passo incerto su sandali altissimi, traballanti ma composte, truccatissime e pettinatissime. E sfatiamo due  luoghi comuni: non sono tutte belle, anzi!, i molti strati di kimono le rendono tutte un po’ paffutelle, e , soprattutto, non sono assolutamente delle prostitute.

Chi sono allora le geishe? Prima di tutto un tempo le ragazze non sceglievano volontariamente diventare geishe, provenivano spesso da famiglie povere e con molti figli e iniziavano da bambine il duro apprendistato. Un po’ come le monache da noi.  Oggi, invece sono le ragazze, solitamente sui 14-15 anni, a voler intraprendere questo lavoro, molto faticoso ma ricco di privilegi. L’apprendistato comincia con la separazione totale dalla famiglia( neanche una telefonata ai genitori per più di un anno), il trasferimento a Kyoto (o Tokyo) e la convivenza con una ragazza maiko, la sorella maggiore. L’addestramento è molto lungo e complesso: lezioni di danza, pronuncia (le ragazze di provincia devono perdere la loro inflessione), portamento, flauto, composizione floreale ecc. 

 

Nella foto: maiko a Kyoto, maggio 2007.

Published in: on aprile 29, 2008 at 12:43 pm  Lascia un commento  
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CROSTATA AL CIOCCOLATO

Questa torta me la faceva sempre mia nonna da bambina ed è davvero buonissima.

Ingredienti:

 

4 etti farina

2 cucchiai crema di cioccolato da spalmare (Nutella e simili)

1 etto zucchero

2 etti margarina

2 uova

Tavoletta cioccolato fondente ( 1 etto)

1 bustina lievito

1 etto zucchero

 

La pastafrolla.

E’ in vendita già pronta ma non l’ho ancora provata. Comunque farla in casa non è difficile:

Mettete in una terrina grande la farina,  1 etto  di margarina, un pizzico di sale, lo zucchero, le 2 uova intere e il lievito. Impastate prima con il mestolo poi con le mani (meglio se infarinate). Dovete ottenere una palla. Mettetela poi in frigo per una mezz’ora.

 

Prendete un tegame metteteci 1  etto di margarina la cioccolata fondente a pezzetti e due bei cucchiaioni di Nutella ( o di crema spalmabile Novi o ancora meglio biologica).  Fate sciogliere a fuoco molto lento finchè non diventa una crema.

 

Tirate fuori la palla di pastafrolla, staccatene una parte che vi servirà per completare la crostata alla fine. Foderate la tortiera (imburrata e infarinata o rivestita con carta da forno) con la pastafrolla cercando di formare i bordi tutto intorno. Bucate l’impasto con una forchetta e versateci infine la crema di cioccolato.  Distribuite bene la crema e con la pastafrolla rimasta fate 6 rotolini (tipo per fare gli gnocchi) : tre andranno in orizzontale e tre in verticale.

 

Infornate a 180 per 35 minuti.

Published in: on aprile 29, 2008 at 9:59 am  Lascia un commento  
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Dolce Brisgovia

Friburgo im Breisgau è una bella città universitaria della Germania meridionale. I miei amici tedeschi mi dicono che è troppo provinciale. Certo, se il paragone è Berlino tutta l’Europa è provinciale. Perché per me Friburgo è la città perfetta. Non troppo piccola per non annoiarsi e non troppo grande per non muoversi a piedi o in bicicletta. E’ sul fiume, e io adoro le città sul fiume, è molto verde-anche politicamente-e i tram sono deliziosi. E in più ha delle piccole particolarità che me la fanno amare ancora di più: guardate quelle biciclettine parcheggiate in perfetto ordine. Sono messe lì dal comune a disposizione dei bambini della città. Che, dopo averle usate, le rimettono al loro posto. Il senso civico di base, non quello nato da chissà quale retorica, ma quello che ti fa dire “Aspetta, non rovino questa cosa perché potrà servire anche a mio fratello un giorno”. Proprio quello che devono aver pensato quelle due bambine  di 9-10 anni che, ieri sera , vicino a casa mia, hanno buttato per terra due bidoni della spazzatura.

Published in: on aprile 29, 2008 at 7:34 am  Comments (2)  
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Grazie Vicenza!

 

Respiro.

Vicenza, la Vandea, l’Oratorio d’Italia mi ha fatto un bellissimo regalo.

Sono una vicentina ufficiale da appena un anno e mai avrei sperato in una notizia così bella: a Vicenza ha vinto la sinistra.

In un periodo così cupo come quest’anno ci voleva proprio.

Sì, lo so, c’è poco da festeggiare, il Paese è di nuovo sotto il billionaire tycoon, come lo chiamano all’estero e anche Roma,dopo dieci anni, è tornata tristemente alla destra. (Qualcuno dirà”Perchè?Rutelli era di sinistra??”)

Ma nella mia piccola città è tornata la primavera.

 

Ps: Il nuovo sindaco, Achille Variati, ha promesso un referendum consultivo sul Dal Molin. Lo rispetterà?

 

Published in: on aprile 28, 2008 at 4:14 pm  Comments (4)  
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Boys for Tori

Quando ero adolescente la musica per me era tutto.

E ancora oggi non c’è niente come una bella canzone per tirarmi su di morale o per creare la giusta atmosfera.

L’ artista femminile che, secondo me, non regge il paragone con nessun’altra, è Tori Amos.

Figlia di un pastore metodista e di una cherokee, Tori Amos è una virtuosa del pianoforte, una compositrice dallo stile unico e personalissimo, autrice di canzoni magiche e sensuali e di testi originali e difficili.

I suoi capolavori sono,senz’ombra di dubbio, Under the Pink, Boys for Pele e Scarlet’s Walk, un vero e proprio romanzo musicale.

 

Chi non la conosce può farsi un’idea stile guardando il video di “Pretty Good Year“, canzone tratta da “Under the Pink”

 http://www.youtube.com/watch?v=Zo45YxVZNrM&feature=related

 

Discografia:

  •  Little Earthquakes(1992)
  • Under The Pink (1994)
  • Boys For Pele (1996)
  • From The Choirgirl Hotel (1998)
  • To Venus & Back (1999)
  • Strange Little Girls (2001)
  • Scarlet’s Walk (2002)
  • Tales Of A Librarian (2003)
  • The Beekeeper (2005)
  • The Original Bootlegs (2005)
  • A Piano: The Collection (2006)
  • American Doll Posse (2007)

 

 

Published in: on aprile 28, 2008 at 10:59 am  Comments (6)  
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Icoca!

I giapponesi adorano i personaggi fumettosi, soprattutto se buffi e coccolosi.

Perché allora non usare una mascotte degna di Kiss me Lycia, per pubblicizzare il pass dei treni?

E’ il caso di Icoca a Kyoto. Con il tempo l’amerete anche voi.

Se non vi basta la foto guardate qui

 

e qui

 

 

 

Published in: on aprile 27, 2008 at 4:32 pm  Lascia un commento  
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Giornali e pistole

Riporto un trafiletto di Giovanni De Mauro, in occasione della brillante performance di Berlusconi alla sua ultima conferenza stampa.

De Mauro è il direttore di Internazionale e portavoce,in Italia, del giornalismo libero e della corretta informazione.

 

“Senza giornali vivremmo meglio, ne converrà”. Sono parole di Silvio Berlusconi alla prima conferenza stampa dopo le elezioni, il 15 aprile 2008. “È una festa per tutti noi, il lunedì di Pasqua”, cioè il giorno in cui i quotidiani non escono. E la stampa internazionale? “È il trionfo dei pregiudizi. Ma non mi preoccupo, non penso di dare ascolto. Con i fatti metteremo tutti a posto”. Una conferenza stampa incredibile, dove dalla sala si applaudiva alle battute di Berlusconi. Sembrava di essere allo stadio. È peggio un premier che attacca i giornalisti o dei giornalisti che applaudono quando vengono attaccati da un premier? Surreale. Ma niente se paragonato alla conferenza stampa con Vladimir Putin, quella dove alla domanda di una reporter russa Berlusconi ha risposto imitando il gesto del mitra. Una battuta, per carità. Ma Anna Politkovskaja, probabilmente, non l’avrebbe trovata molto divertente.

 

 

Internazionale, 25 aprile 2008.

Pavimenti di usignolo

 

 

A Kyoto ci sono più di 1800 templi.

Se dovete fare una selezione non perdete l’antico castello di Nijo, la  fortezza dello shogun.

 

Passeggiare per i bellissimi giardini rigogliosi che lo circondano è davvero rilassante e ancor più stupefacente è camminare  sui pavimenti dei corridoi del castello: ad ogni passo un cinguettio di usignoli.

E’ l’effetto sonoro prodotto dal calpestio a piedi nudi per avvertire la presenza di estranei o di ospiti indesiderati. Un’idea da copiare. Se arriva la suocera, per esempio.

 

Published in: on aprile 25, 2008 at 2:07 pm  Lascia un commento  
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Il Saramisù

Ok, sapete tutti come si fa un tiramisù. Ma questo post è un promemoria anche per me.

In più apporto sempre qualche piccola variante anche alle ricette più conosciute.

Ecco allora la ricetta del saramisù:

 

Ingredienti (per 4-6 persone, dipende se si fa il bis)

 

3 pacchi di savoiardi ( 1 pacco 1 etto)

3-4 uova

250 grammi di mascarpone

250 grammi ricotta

Cacao in polvere amaro

4 cucchiai di zucchero

Caffè: 2 caffettiere da 2

Gocce di cioccolata

 

Prendete due terrine e una tazza grande.

Nella prima unite ricotta e mascarpone e mescolate .Aggiungete 3 cucchiai di zucchero e il tuorlo delle uova.

Nella seconda mettete gli albumi e montate a neve con il frullino.

Nella tazza versate il caffè a cui avete aggiunto un cucchiaio di zucchero.

Aggiungete le uova montate a neve all’impasto ricotta-mascarpone-zucchero.Mescolate fino ad ottenere una crema.

Inzuppate per qualche secondo i savoiardi nel caffè zuccherato e componete così il primo strato su cui distribuirete la crema. Spolverizzere il cacao amaro con un colino sopra il primo strato  e ricominciate da capo con i savoiardi inzuppati nel caffè.

Di solito arrivo fino a tre strati. Alla fine, sopra il cacao, distribuisco un po’ di gocce di cioccolata amara Perugina.

E voilà, in frigo per due ore e buon appetito!

Published in: on aprile 25, 2008 at 10:08 am  Comments (1)  
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PORNO DISNEY

Ecco il tipico caso di fanatismo religioso (cristiano) provocato da quella sindrome che si potrebbe riassumere come “Niente sesso, siam fanatici”.

Il complotto, questa volta, è ad opera di una nota corporation di intrattenimento per grandi e piccini definita (da una congregazione cristiana) nientemeno che “L’impero di Satana”.

E’ accusata di inviare messaggi subliminali satanici e pornografici ai bambini. E come? Attraverso Aladino e la Sirenetta.Ma l’avete visto il Re Leone come cammina??

Fatevi due risate cliccando qui:

http://www.youtube.com/watch?v=CivLakTKFo4

 

 

 

Published in: on aprile 25, 2008 at 8:24 am  Comments (2)  
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Clichè e controclichè

Odiate anche voi quelle frasi fatte vecchie e stantie  che sanno di formaggio andato a male?

Eccone una bella carrellata. Con qualche commento.

 

 

 Io ho sempre fatto così → Magari hai sempre sbagliato!

Mogli e buoi dei paesi tuoi  Mmmh….perchè non dire anche pecore e mariti? O cognati e verze?

Non xe mica un cristian! (Riferito ad un animale) →  Hai mai visto un cane fare la comunione?

Io non sono razzista ma…. → Ahi ahi, pessimo inizio!

Tanto cosa cambia? →  Continuamo così, facciamoci del male.

 

Vicentini magnagatti → Non ne posso più di sentirmelo dire, perfino dai giapponesi! Comunque ho messo Bambù all’ingrasso.

 

Io sono un’artista. → Ma va’ a suonare i bonghi al parco Sempione!

 

Italiani brava gente. →  Sì,certo, infatti nella seconda guerra mondiale eravamo dalla parte giusta.

 

I cinquant’anni sono la seconda giovinezza. →  Ok, io,però, mi accontento della prima.

 

Era gente tranquilla →  Ma gli omicidi li fanno solo i bravi ragazzi?

 

Prima voglio godermi la vita→ Massì, facciamo i figli a ottant’anni così vai a prenderlo all’asilo con il girello.

 

Si stava meglio quando si stava peggio → Sicuro! Se non eri donna,gay , nero, lesbica si stava meglio di sicuro.

 

Chi disprezza compra→  Allora sono innamorata persa di Mastella!

 

Le donne più mature hanno più esperienza → Se ti fa sentire meglio dillo pure.

 

Non ci sono più i cavalieri di una volta→Che bello! Quando Lui ti apriva la porta della macchina e poi ti riempiva di botte.

 

Xe un bravo cristian(parte seconda) →Gli ebrei,insieme agli atei,indù,buddisti ringraziano per l’esclusione dal circolo dei virtuosi.

 

Di mamma ce n’è una sola →Altrimenti avremmo due ombelichi

 

Donne al volante… →Peccato che siano gli uomini a provocare il maggior numero di incidenti.

 

Le donne incinte hanno le voglie→ La mia  gravidanza dura da 20 anni…

 

 

Published in: on aprile 24, 2008 at 9:57 am  Comments (2)  
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Cuore di Bambù

 

Tre anni fa un piccolo gattino abbandonato, traumatizzato e con una zampina rotta, ricordino della sua vita da strada, è entrato nella nostra vita. Quando è sceso dal cornicione della finestra dello studio dove si era rintanato per 10 giorni  ha cominciato ad accettare il cibo e la sua nuova strana famiglia. Poi è stata la volta della la prova Homer( che consisteva nella timbratura dell’orecchio con i denti) e dei test di Luna ( i manrovesci felini di benvenuto).

Oggi è il gatto burroso e coccolone che tutti conoscono.

Benvenuto Bambù!!

Published in: on aprile 24, 2008 at 7:41 am  Lascia un commento  
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Non si vive di soli spaghetti

L’Italia è conosciuta e amata nel mondo grazie a molti luoghi comuni positivi:

 è il paese delle vacanze, della Pasta, del Belcanto, della Vespa, del dolce far niente, della Pizza, dell’Espresso, dell’olio d’oliva.

Ma è anche il paese della Mafia, dei politici corrotti, del traffico,delle truffe. (Italian Job in inglese significa proprio fregatura ). E a rinnovare questi luoghi comuni, impermeabili ai cambiamenti inevitabili di una società italiana sempre più complessa, ci sono molti manuali di lingua italiana che propongono unità didattiche come “I mangiapastasciutta”,”La dolce vita”,”Viva la mamma!”,”La raccomandazione”,”Mamma che traffico!”. Neanche una parola su qualità nazionali come il fatto che l’Italia ha il secondo sistema sanitario migliore al mondo, esporta cervelli di altissima qualità, è in prima fila per il volontariato, ha uno dei parchi nazionali (l’Abruzzo)più importanti d’Europa ecc ecc. Perché tra i personaggi famosi citati dai libri di testo c’è sempre Sofia Loren e mai, che so, Rita Levi Montalcini, l’italiana più grande di tutti i tempi??

Mammismo,  imbroglioni, pessimi guidatori, mangiaspaghetti, amanti della lirica, donne italiane seducenti e sempre ben vestite, famiglie con almeno tre figli e nessun divorzio o separazione in vista: questo emerge dai libri di testo. Anche delle ottime grammatiche sembrano soffermarsi eccessivamente sui clichè nazionali: è così che in un esercizio sul superlativo relativo e assoluto troviamo frasi come: “Le mamme italiane sono le più sexy”o “Gli uomini italiani sono i più mammoni del mondo”.

Come sarebbe falso e sbagliato negare o omettere i problemi e i paradossi della società italiana, non mi sembra nemmeno corretto tacere sui fattori positivi di cui, l’Italia, come ogni paese, è portatore.

Il paradosso si ha quando due persone, condizionate da reciproci clichè, scoprono, con grande meraviglia, che questi non corrispondono affatto. E’ quel che succede quando, ieri pomeriggio per esempio, io, l’italiana -protestante-di sinistraandata via di casa a 19 anni– ho fatto lezione ad un tedesco-cattolico-mammone-pro Berlusconi.

That’s life!


 

Lettera al figlio parte II

Ecco la seconda parte del bellissimo articolo di di Efraim Medina Reyes.

Sapere che sarai qui rafforzerà il mio legame con la vita, il dolore e i servizi pubblici. Fino a ieri ero preparato ad affrontare i miei timori, ora dovrò imparare tutto di nuovo e, credimi, a parte la mia squadra di calcio e il mio paese non cercherò di importi molte altre cose. Non ho mai creduto che uno debba essere amato semplicemente per il fatto di essere com’è. Credo invece nell’amore che si costruisce e si rafforza in quest’avventura unica che è la vita.
Suppongo che essere per metà italiano avrà i suoi vantaggi, però sono sicuro che ti divertirai di più con la tua metà colombiana. Non posso negare che il mio è un paese difficile e neanche che sono rabbiosamente orgoglioso di essere nato lì. La cosa sicura è che ho aspettato tutti questi anni prima di avere un figlio perché volevo garantirgli una vita migliore della mia ed evitargli pericoli e privazioni.

Non penso di essermi sbagliato: è solo che le mie garanzie non garantiscono nulla. Il mondo è un posto pericoloso e l’unica cosa che possiamo fare per quelli che amiamo è amarli. Sono cresciuto senza sicurezze e con molte privazioni, ma sono diventato forte insieme ai miei fratelli, protetto dall’indistruttibile amore di mia madre.

Decidere di avere un figlio significa credere implicitamente che esiste ancora la possibilità di sognare. Guardo gli occhi di tua madre illuminati dalla tua presenza: giorno dopo giorno la invadi, diventi il centro della sua vita e tutto il resto passa in secondo piano. Ho sempre saputo che, se mai avessi avuto un figlio, la cosa più importante era incontrare una buona madre.

E in questo senso non potresti essere più fortunato. Lei e io sappiamo che ci unirai al di là del tempo e dell’amore. Il destino degli esseri umani è fragile e i cuori cambiano, si sa, ma in te ci ritroveremo sempre. Non so che tipo di persona sarai, mi spaventa sentir dire che molto dipenderà da me. Ma è ancora presto per spaventarmi.

Sei figlio di due culture, di due lingue, di due storie e negli aeroporti potrai fare la fila riservata agli europei, mentre a me verranno ispezionate perfino le budella. Molti sono convinti che la vita sia come un ippodromo e che ognuno debba solo fare il suo giro. Invece non tutti i cavalli ce la fanno e gli imprevisti sono inevitabili.

Per questo voglio dirti che non so se avrò sempre le risposte alle tue domande (quindi comincia ad abituarti agli esempi con gli ippodromi e i passeri che ridono). Poco tempo fa qualcuno mi ha chiesto se mi aspettavo qualcosa da te: avrei voluto dargli un pugno in faccia. Non ho mai sopportato chi si aspetta qualcosa da me, e quello che mi aspetto da te è che non sopporterai mai chi si aspetta qualcosa da te.

Guardo il giardino che circonda casa nostra. Gonzalo, il nostro labrador di due anni, corre da una parte all’altra inseguendo gli insetti. Alcuni pini in fondo chiudono lo spazio. Le voci dei vicini che parlano del tempo si perdono nella brezza del tramonto e un’intensa paura di morire mi stringe l’anima.

Da qualche parte ho scritto che gli uomini sono immortali fino a quando non hanno dei figli. Avevo ragione. Da quando ho saputo che ci sei, ogni secondo conta. Non chiedo molto, solo di essere qui quando arriverai e di non andarmene fino a che non sarai al sicuro.

 

 

 

 

 

 

Published in: on aprile 21, 2008 at 1:29 pm  Comments (5)  
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Lettera al figlio parte I

Oggi vorrei proporvi un articolo di Efraim Medina Reyes,uno scrittore colombiano che ho ovuto l’occasione di vedere a Ferrara alla Festa di Internazionale l’ottobre dell’anno scorso.

Tra l’altro, pare che abiti a Vicenza. Mi sento meno sola in questa Vandea.

E’  una lettera al suo bambino che non è ancora nato. La trovo di una semplicità bellissima e disarmante:”Questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono”

Lettera al figlio

Internazionale 739, 10 aprile 2008

Mentre scrivo queste righe, ho la sensazione che qualsiasi cosa io dica verrà usata un giorno contro di me. Sono passati appena quattro mesi dal tuo concepimento e non so ancora di che sesso sarai. I parenti e gli amici scommettono sull’uno o sull’altro, ma io preferisco aspettare la prossima ecografia.Se sei una bambina e un giorno diventerai una di quelle femministe rompiscatole, voglio mettere in chiaro che anche se qui ti chiamo “figlio” lo faccio senza nessuna intenzione sessista.

Il tuo arrivo in questo mondo non è il frutto di un incontro casuale né della dinamica naturale del matrimonio. È il risultato di una decisione che tua madre e io abbiamo preso e portato avanti nonostante molte difficoltà. Lei è una bella e dolce italiana e io, nel bene e nel male, un meticcio colombiano. La cosa triste è che sarai condannato a fare il tifo per il Junior di Barranquilla o per il Vicenza, che gioca da vari secoli in serie B.

Il ginecologo ci aveva prescritto una serie di esami e i risultati indicavano che tua madre era perfettamente a posto. Io, invece, avevo una quantità normale di spermatozoi, ma per la maggior parte molto lenti. Chiaramente latinoamericani.

 

 

 


(…)


So che ti trovi perfettamente a tuo agio lì dentro e malgrado la tua incoscienza spero che te la stia godendo, perché questi nove mesi saranno forse le tue uniche vere vacanze: il mondo qui fuori è pericoloso, stupido e implacabile. Ma se eviterai di leggere Paulo Coelho, di ascoltare il reggaeton e di vedere i programmi del mattino alla tv, il mondo può anche essere un posto meraviglioso. Si tratta, figlio mio, di vivere. E vivere è quasi sempre un lusso.Probabilmente nascerai nel nord Italia, in un luogo confortevole, fragrante e sicuro. Ma dall’altra parte del mare ti aspetta la Colombia. Ti diranno che è un paese orribile, dove c’è una guerra interminabile e dove vivono i politici più corrotti del pianeta. Ti parleranno di sequestri, narcotraffico e prostituzione.

Tutto quello che ti diranno, disgraziatamente, è vero. Ed è proprio lì che ti porterò appena sarai pronto ad affrontare dodici ore di aereo. Ti chiederai perché sto programmando di portarti in quella specie d’inferno, visto che ancora non mi hai fatto passare nemmeno una notte insonne. Non ho una risposta chiara.

So solo che sono tuo padre e che quel paese spaventoso è l’unico posto dove non mi sento fuori luogo e la felicità mi sfiora. Metà della tua famiglia viene da lì, la metà dei tuoi geni, la metà degli amici che avrai un giorno. La Colombia è parte del tuo sangue e del tuo nome e la amerai irrimediabilmente.

Il mio affetto per te è forte anche se ancora un po’ astratto. Ci avviciniamo in silenzio l’uno all’altro, come in un sogno. Sapere che esisti mi libera dal peso di essere me stesso e mi fa venire in mente progetti nuovi e sconosciuti. So che sono responsabile di quello che sarà di te e che questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono.

 

 

 

…………………………………………………………………………………………………………………………continua

We can?…We could.

“Mamma, ma è vero che ha vinto il Berlusca?”

Alvise ha cinque anni e le idee chiare.

La mamma risponde con un abbozzo di sorriso mentre guarda fuori dal finestrino “Ma no,vedrai, non è ancora sicuro”.

Nessuno nello scompartimento del treno le crede. Siamo tutti cupi e mesti, in una giornata di pioggia che più grigia non si può.

Nessuno sorride in treno in questi giorni. I pendolari sono di sinistra.

“In un giorno di pioggia al gusto di pioggia………”

Preso blu,Subsonica.

Published in: on aprile 17, 2008 at 7:46 am  Comments (4)  
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Kamakura

 

A bordo di un trenino elettrico d’altri tempi siamo arrivati a  Kamakura , una deliziosa cittadina immersa nel verde a 50 kilometri da Tokyo. Kamakura è circondata da tre lati da montagne ed è anche provvista di una bella spiaggia .Ma l’attrativa principale è sicuramente il Daibutsu, una grande statua di Buddha alta 13 metri. Inutile dire che tutte le scolarette vestite come Sailor Moon hanno posato davanti per ore, tutte con la stessa identica posa (la v di vittoria,eredità americana). Gli scoiattoli di Kamakura sono molto socievoli e non hanno nessuna paura degli esseri umani, ma portate loro qualche dolcetto!

Published in: on aprile 12, 2008 at 9:36 am  Comments (1)  
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Tra svizzeri

Giocare con gli stereotipi può  anche essere divertente.

Ecco un’idea per un’attività in una classe eterogenea e con un pò di senso dell’ironia:

Si legge la barzelletta sulle nazionalità e si discute su quanto i clichè siano comuni anche nei paesi di provenienza degli studenti. Si può ricavare anche un lessico sugli aggettivi ( freddi, passionali, creativi, ordinati…)

CLICHE’ E STEREOTIPI

 

 IL PARADISO è il posto dove l’inglese fa il poliziotto

                                                     il tedesco il meccanico

                                                     il francese il cuoco

                                                     l’italiano l’amante

                                                     e lo svizzero amministra tutto!

 

 

ALL’INFERNO invece….       gli inglesi fanno i cuochi

                                                    i tedeschi sono poliziotti

                                                    i francesi fanno i meccanici

                                                    gli svizzeri gli amatori

                                                    e gli italiani amministrano!

 

Si legge, poi, il Dialogo degli svizzeri di Benigni tratto da Tutto Benigni,1996, utile come modello linguistico regionale ( presentazione dei toscanismi c’ha/c’hanno, del verbo pigliare invece di prendere)

 

 

ROBERTO BENIGNI,

IL DIALOGO CON LO SVIZZERO

 

 Il dialogo con lo svizzero è molto semplice.

Non hanno tanti argomenti:

 

 le banche

 gli orologi

 le mucche

 la cioccolata

 il latte

 Guglielmo Tell

 

Quando si incontrano due svizzeri:

         -Buongiorno, che fai?

        -Vado  in banca, e tu?

        -Eh, sono andato a prendere il  latte, ora vado a prendere una cioccolata, che ore sono?

– Mah! Ho qui l’orologio

– Si?! E la mucca?

–  L’ho lasciata a casa con la cioccolata

      -Vieni a prendere un po’ di latte in banca?

–   No, ho preso l’orologio in latteria.

–  Allora prendi l‘orologio con il latte, io prendo la mucca con la latteria e andiamo tutti in banca a   prendere  un orologio!

         L’ho preso a casa il latte!

         Allora prendi un po’ di cioccolata!

         La mucca? No, con l’orologio!

         L’orologio con la mucca?

         No,ho la banca con la latteria!

         Prendi la latteria! Va bene, ti saluto, vado in albergo.

         Sei in un hotel?

         Sì.

         Che hotel?

         Guglielmo…

         Guglielm’hotel?

         Sì,ciao!

         Ciao ciao!

 

Si effettua poi un braistorming di oggetti ( con spidergram) che appartengono all’immaginario collettivo di un Paese. li scriverà su dei foglietti.Per esempio:

                                 

 

Giappone→ Karate,Geisha,Sushi,Robot,Manga;

 

Olanda→Tulipani,mulini a vento,zoccoli, bicicletta…

Metterà i foglietti in in una scatola che farà passare per i tavoli, ogni coppia ne pescherà uno e dovrà scrivere un dialogo prendendo a modello quello di Benigni, quindi il più divertente e meno realistico possibile. Le coppie si scambieranno i fogli con i dialoghi e ognuna presenterà il dialogo dell’altra in forma di discorso indiretto (Lo spagnolo numero 1 dice che andrà a farsi una paella, lo spagnolo 2 gli risponde di avere fame perché ha appena finito di ballare il flamenco…)

 

 

E’ l’insegnante che fa l’aula?

 

La scuola italiana è in crisi!

Chiunque lavori al liceo,alle medie o addirittura alle elementari ve lo può confermare: insegnanti sottopagati e demotivati sempre indietro con i programmi e alle prese con ragazzini apatici e arroganti (ne ho avuto a che fare perfino io e non lavoro nel pubblico) iperprotetti da genitori nevrotici e prepotenti (povero fio mio), strutture scolastiche spesso fatiscenti o comunque non attrezzate ( licei linguistici senza registratori audio, un computer in tutta la scuola…) e via così.

Questo è il risultato in un Paese in cui la cultura è un valore vuoto e inutile!

L’uomo è ciò che apprende.

Quindi ,se non impari nienti, vali meno di zero. Ma non in questa società, dove sembra valere la regola inversa!

 

Da dove iniziare? Dall’insegnante, propongono molti, il vero centro del processo di apprendimento!”E’ la qualità della sua relazione con l’allievo a determinare la qualità della scuola, non il pc, l’inglese per tutti o le acrobazie psicopedagogiche, fattori importanti, ma non decisivi” scrive Giorgio Blandino, professore di psicologia dinamica e autore di Quando insegnare non è più un piacere.

 

Insomma, è l’insegnante che fa l’aula. Il dibattito è aperto: voi che dite?

Apologia dell’indifferenza

Dal culto per le vittime dell’omofobia, domenica 6 aprile 2008, a cura del pastore Gregorio Plescan, Venezia

Quando i nazisti sono venuti a prelevare i comunisti

non ho detto niente ,

non ero comunista.

Quando sono venuti a prelevare i sindacalisti,

non ho detto niente,

non ero sindacalista.

Quando sono venuti a prelevare gli ebrei,

non ho detto niente,

non ero ebreo.

Quando sono venuti a prelevare i cattolici,

non ho detto niente,

non ero cattolico.

Poi sono venuti a prelevare me,

ma non rimaneva più nessuno.

Martin Niemoeller

Martin Niemoeller (1892-1984) e’ stato pastore, teologo, animatore della resistenza antinazista, deportato a Dachau nel 1937 e liberato alla fine della guerra.  E’ stato presidente del Consiglio mondiale delle Chiese dal 1961 al1968 e costante animatore di iniziative di pace e per la dignita’ umana.
 

 

Published in: on aprile 7, 2008 at 6:27 am  Comments (4)  
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Il castello nero

 

 

Il castello di Matsumoto è il più antico castello in legno del Giappone.

Viene chiamato il castello del corvo a causa delle sue mure nere e delle sue ampie tettoie che sembrano ali.

 Di colore opposto a quello di Himeji (vedi post del 17 marzo) si trova nella cittadina di Matsumoto, nella prefettura di Nagano, zona di montagna molto amata dagli stessi giapponesi,  non molto distante da Tokyo.

Come il castello bianco di Himeji, il castello nero lascia senza parole per la sua splendida imponenza e se si riescono a superare le scale sempre più strette e tortuose si può arrivare fino al tetto da dove i samurai facevano fuoco con i loro cannoni quattro secoli fa.

Published in: on aprile 5, 2008 at 5:34 pm  Lascia un commento  
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I giappobisco

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I giapponesi sono famosi per molte cose: il sushi, i manga, l’arte del tè, le geishe….ma non per i dolci. Diciamola tutta, non è il loro punto di forza in cucina. 

 E’ stata,quindi, una vera sorpresa assaggiare alle bancarelle di un tempio a Tokyo un daifuku,  un favoloso biscottone morbido e caldo( sì, lo so, nella foto sembrano delle cipolle…).

L’ingrediente segreto? Sarebbe meglio non dirvelo, altrimenti non li proverete mai…Ma tanto andare a far spese ad Asakusa è un po’ scomodo…quindi ve lo posso anche dire: la marmellata di azuki, i fagioli dolci.

 

 

Sara, quando torni in Giappone portamane una provvista!!

Published in: on aprile 4, 2008 at 8:36 am  Comments (6)  
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Una veglia contro l’omofobia

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Dal 2 al 6 aprile 2008 in molte città italiane (Milano, Firenze, Roma, Padova, Palermo…) e nel mondo (in Spagna, Cile, Argentina, Irlanda, …) credenti cristiani di diverse confessioni religiose (Battisti, Cattolici adulti , Valdesi…) faranno una veglia per ricordare le vittime dell’omofobia nel mondo. In molti Paesi,infatti, essere omosessuali è un reato punibile con la tortura e la morte.

 E’ un segno forte all’autorità chiesa cattolica che, rinchiusa nel suo guscio ortodosso, lancia anatemi contro il prossimo, in completa incoerenza con il messaggio d’amore di Gesù.

La prima veglia ecumenica avrà luogo a Milano il 2 aprile e vedrà pregare insieme cattolici, valdesi, battisti con gruppi di credenti omosessuali milanesi.

L’appuntamento con la chiesa valdese di Venezia è il 6 aprile a Palazzo Cavagnis, ore 11,15.

Per approfondire il rapporto tra credenti e omosessuali vi consiglio questi siti:

http://inveglia.wordpress.com/info/

http://www.gionata.org/

 

Published in: on aprile 2, 2008 at 7:34 am  Comments (5)  
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