Che merdaviglia

Domanda:

Quanto tempo ci vuole per andare da Venezia a Vicenza?

 

Facile. 1 ora. 1 binario. 1 treno.

 

Sicuri?

 

Oggi ci sono voluti

 

3 ore. 4 binari. 3 treni.

 

Intanto hanno aumentato il prezzo dei biglietti e ridotto il numero dei treni.

 

 

Cosa vuoi di meno?

 

 

ps: Digitate “odio trenitalia” su google e vedrete quanti pendolari disperati ci sono in giro…Almeno hanno tolto lo spot con la colomba….

 

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Published in: on giugno 10, 2008 at 7:05 pm  Comments (2)  
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Compagni di treno

 I pendolari si riconoscono subito: bagaglio leggero, borse sotto gli occhi, sguardo un pò assente. Un’altra categoria è quella dei viaggiatori occasionali. Imprenditori lasciati a piedi dalla macchina, zie Pie in visita ai parenti, turisti in shorts e infradito. Sembrano tutti  americani arrivati da Disneyland in visita agli Zulù. Sono sempre disorientati e agitati. Si alzano per scendere alla fermata mezz’ora prima, anche se stiamo per arrivare a Padova e siamo ancora in mezzo ai bufali. Cercano il biglietto quando sentono la voce del controllore tre vagoni più in là. Non sono mai sicuri di aver preso il treno giusto. “Questo va a Milano, giusto? Ma scende proprio lì? “No, nei campi.  Alcuni sembrano scoprire il mondo per la prima volta. Ed è in quei momenti che viene fuori il peggio, specialmente del provincialismo veneto-agricolo. Frasi realmente sentite in treno:

Ma vara quante rasse che ghe sè.

Vara quei neri , quei alti, che sia i vatussi? Quei dea canson.

Scolaresca romana in gita: “‘Anvedi ‘o, ammazza quanto è bbbello sto treno“….  Sti milanesi i xe tutti coa pussa sotto il naso…

Milanesi?

We can?…We could.

“Mamma, ma è vero che ha vinto il Berlusca?”

Alvise ha cinque anni e le idee chiare.

La mamma risponde con un abbozzo di sorriso mentre guarda fuori dal finestrino “Ma no,vedrai, non è ancora sicuro”.

Nessuno nello scompartimento del treno le crede. Siamo tutti cupi e mesti, in una giornata di pioggia che più grigia non si può.

Nessuno sorride in treno in questi giorni. I pendolari sono di sinistra.

“In un giorno di pioggia al gusto di pioggia………”

Preso blu,Subsonica.

Published in: on aprile 17, 2008 at 7:46 am  Comments (4)  
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Il paradiso dei pendolari

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In Giappone abbiamo viaggiato con gli shinkansen , i famosi treni proiettile.

L’organizzazione delle stazioni giapponesi ha dell’ incredibile:

  • Degli avvisi in inglese e giapponese comunicano quanti minuti e quanti secondi mancano all’arrivo del treno
  •  Al binario delle linee a terra numerate delimitano il punto esatto in cui la porta del treno si aprirà, in modo che i passeggeri possano aspettare in modo ordinato e rigorosamente in fila
  • I treni sono di una puntualità assoluta( i ritardi medi sono di dieci secondi)
  • Lo spazio interno è molto confortevole se non fosse per i bagagli voluminosi degli occidentali ( i giapponesi sono abituati a spedire  a parte i bagagli ingombranti:fatelo anche voi, è comodissimo!)
  •  I sedili sono sempre orientati in direzione della destinazione (grazie alla semplicissima trovata di averli resi girevoli)
  • All’interno di ogni carrozza c’è uno schermo che annuncia le fermate  sia in caratteri ideografici sia fonetici.

Ma quello che mi è piaciuto di più sono stati i controllori: prima di uscire da ogni carrozza, anche se nessuno li stava a guardare, facevano un profondo inchino ai signori clienti pendolari.

Trenitalia, prendi appunti!

Published in: on marzo 29, 2008 at 12:10 pm  Comments (2)  
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Treni e ambiente

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Siamo 13 milioni, il 22,2% della popolazione residente.

Siamo i pendolari, quelli che impiegano in media 72 minuti per gli spostamenti giornalieri di andata e ritorno, l’equivalente di 33 giornate lavorative all’anno. Tra il 2001 e il 2007 siamo cresciuti del 35,8%, quasi 3,5 milioni di persone in più. 
Il fenomeno del pendolarismo si manifesta soprattutto a livello locale, con spostamenti concentrati in gran parte su percorsi limitati. La maggior parte dei trasferimenti avviene tra comuni della stessa provincia, dove ogni giorno si impiegano in media 43 minuti per coprire una distanza media di 24 chilometri.
Dalla ricerca del Censis emerge che i problemi principali sono: i tempi di attesa, la puntualità, la tutela da molestie e furti, le informazioni sul servizio, i, l’affollamento delle carrozze, lo scarso comfort a bordo, l’inadeguata climatizzazione , la vecchiaia delle carrozze, la scarsa pulizia degli scompartimenti e delle toilettes.
Nel 2007, Trenitalia ha trasportato 472 milioni di passeggeri sulle tratte locali e regionali contro i 465 milioni del 2006; all’impennata della domanda non ha corrisposto però un adeguato aumento dell’offerta.

Si parla tanto dei problemi ambientali, dell’inquinamento, del traffico. Una delle soluzioni potrebbe essere proprio quella di incentivare l’uso del treno! Perchè i lavoratori dovrebbero abbandonare la loro macchina quando sentono le lamentele dei loro colleghi pendolari?

 Voglio Piero Ottone ministro delle Infrastrutture!

Published in: on marzo 15, 2008 at 11:38 am  Comments (2)  
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