Te ‘sta ben!

pugs-pug-dog-art-painting1Che meraviglia il genere umano!

Sea gà cercada!

La signora Flistones, fresca  di parrucchiere, passa a prendere i frugoletti  a scuola d’ inglese e pensa bene di scegliere  me come  interlocutrice

Mariaversine non so neanca bona de ciapar il bus con tutti ‘sti stranieri

Ehhh sììì certo (sorriso sarettiano imbarazzato)

E quea dona de treviso! Amassada dal so fidanzà

Tremendo!

Se a gà cercada!

Come??

Non ci si mette con uno di 15 anni più giovane e di un’altra cultura!

Ah no?

Te ‘sta ben! Ora vado che so in ritardo per a messa...

Se Gesù arrivasse qui ti appenderebbe al lampadario ma questa è un’altra storia…

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Published in: on marzo 7, 2009 at 2:27 pm  Comments (21)  
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Oldpapers

bmnewsrm1Ma cosa è questo schifo?

Kensaku non aveva ancora visto Renato Zero

Ma pure la Binetti nel Pd non scherza….

Quindici giorni fa Alexander Stille ha tenuto una lezione al corso di nuovi giornalismi organizzato da Internazionale in collaborazione con la Luiss. Per cominciare ha chiesto agli studenti quali sono gli argomenti di cui parlano più spesso con i loro amici, quelli che li preoccupano di più. In cima alla lista hanno messo il lavoro per i giovani, il ricambio generazionale, l’ambiente. Poi hanno preso le prime pagine dei quotidiani del giorno. E hanno cercato invano degli articoli su quegli argomenti. Se i quotidiani vendono sempre meno copie è colpa soprattutto di quella distanza, ogni giorno più grande, tra i bisogni di chi compra i giornali, o vorrebbe comprarli, e gli interessi di chi li fa. Tra domanda e offerta. In fondo non è molto diverso da quello che succede nel Partito democratico. Perché, curiosamente, oggi in Italia il centrosinistra ha gli stessi difetti di molti quotidiani. La stessa incapacità di rinnovarsi. Condita con molta autoreferenzialità che a volte sconfina nell’arroganza

Giovanni de Mauro, La Settimana, INTERNAZIONALE 783, 20 FEBBRAIO 2009

Ps: La Binetti ha detto Non condivido la  posizione  di Franceschini su un tema così importante come quello della bioetica.

Qualche punto in più  se l’è guadagnato pure Franceschini…

Published in: on febbraio 28, 2009 at 4:36 pm  Lascia un commento  

Yes, they can. Why can’t we too?

La topina di campagna

Ebbene sì, mi ha preso questa sindrome.

Abituata all’atmosfera da Gardaland di Venezia e a quella parrocchiale di Vicenza non posso fare a meno di sentirmi come quella topina di campagna che va a trovare la sua amica, la topina di città. Ve la ricordate la storia?

In questi giorni di lavoro padovani

hanno cercato di convertirmi alla Chiesa -dei -sette-fratelli -dei -cugini -di -campagna ;  intervistata per la tivvù per la storia dell’esercito in città (Intervista surreale con la giornalista che mi imboccava le risposte: Quindi lei abita qui giusto? Quindi lei è d’accordo no?); ho aspettato l’autobus circondata da maghrebini in bici assatanati più che nei film pecorecci anni ’70; presa a male parole da un omone che voleva assolutamente il mio biglietto, schivato automobilisti nevrotici anche ad agosto; sobbalzato al vecchio matto della fermata davanti alla stazione che si mette alle spalle delle ragazze e di punto in bianco esplode in belati e pernacchie.Per non parlare del sottofondo perenne di sirene dell’ambulanza e della polizia quando faccio lezione.

Chissà com’è vivere a Milano!

Published in: on agosto 4, 2008 at 12:38 pm  Comments (2)  
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Militari, caldo e cuccioli

Quest’estate è un grande gigantesco forno.

E in questi giorni devo andare a lavorare a Padova, alla cittadella dirigenziale,sai che voglia! E’ poco lontana da via Anelli, quindi immaginate un pò l’ambiente. Ma da domani arriva l’esercito! Mi scorteranno fino all’autobus?

Intanto Bart e Lisa hanno fatto fuori un’altra pianta e  finito gli omogenizzati. Sì, avete capito bene, quelli Plasmon.

E poi continua il giro dei cv.

Lezione di domani: congiuntivo imperfetto, periodo ipotetico e unità didattica sulla mafia.

Bacio le mani.

Buona estate a tutti!

Published in: on agosto 3, 2008 at 4:12 pm  Comments (7)  
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Berlusconinglish

Com’era la storia delle TRE I ? Impresa, informatica e …

Iu uil siur engio it!

Una coppia normale

Al di là della mia presa di posizione, ci sono avversioni che sinceramente non capisco. Prendiamo, ad esempio, i matrimoni gay. Io sono favorevole. Un’ altra persona no. Benissimo, ha tutto il diritto di pensarlo. Il punto non è questo. Lo stato non deve pensarla come me o come PincoPanco. Deve essere equo e non discriminare nessuno. Il problema, e qui cito un articolo del Los Angeles Times, tradotto su Internazionale del 20 giugno 2008 ” non è se i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono giusti o sbagliati, ma se le persone convinte che siano sbagliati abbiano il diritto di negare il matrimonio a quelli che lo vogliono“. Insomma, perchè mai matrimoni gay dovrebbero danneggiare quelli tradizionali?

Ma forse la gente non pensa alle relazioni omosessuali come a qualcosa di normale e di simile a quelle etero. Forse pensa subito a borchie e a catene e a piume di struzzo e a minuscoli tanga.

Forse non sa che per molti di loro soprattutto per quelli che vivono nella provincia italiana, il loro sogno più grande è quello di andare a fare la spesa insieme al proprio partner, di mangiare un gelato su una panchina! Come una coppia normale. D’altronde fino a poco tempo si pensava che il matrimonio tra persone di razze diverse fosse un peccato, una minaccia per tutte le famiglie e una violazione della legge….

Published in: on giugno 21, 2008 at 12:46 pm  Comments (2)  
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Che merdaviglia

Domanda:

Quanto tempo ci vuole per andare da Venezia a Vicenza?

 

Facile. 1 ora. 1 binario. 1 treno.

 

Sicuri?

 

Oggi ci sono voluti

 

3 ore. 4 binari. 3 treni.

 

Intanto hanno aumentato il prezzo dei biglietti e ridotto il numero dei treni.

 

 

Cosa vuoi di meno?

 

 

ps: Digitate “odio trenitalia” su google e vedrete quanti pendolari disperati ci sono in giro…Almeno hanno tolto lo spot con la colomba….

 

Published in: on giugno 10, 2008 at 7:05 pm  Comments (2)  
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Promemoria

 

Ogni tanto devo scrivere le cose da fare su un bigliettino. Perchè, spesso, per star dietro alle cose importanti dimentichiamo quelle più futili, che però fanno parte della vita di tutti i giorni. Questo è quello che ho scritto due mercoledì fa:

 Ritirare tesi-ricotta-cotolette bio-cambio armadi-scatolette Bambù-cerotti-dvd per Michael.

Perchè non scriverne uno anche per l’Italia?

Immaginiamo una riunione tipo quelle degli insegnanti dove delle divinità si spartiscono le nazioni:

 

Allora la Cambogia la fai tu, Oh, ma sempre a me le dittature? Non è giusto, perchè lui ha solo il Liechtestein e io il Brasile? Ma io ho più lavoro, cosa credi?L’Italia, chi la fa?? Volontari, su, dai, tu, tanto hai solo laSvizzera, non succede mai niente, va bene, ok, cosa devo fare?Ho qui il promemoria, aspetta che lo trovo, ah, ecco, allora mafia,sfascio della scuola, monopoli, invecchiamento del paese e del sistema riproduttivo, ingerenza della chiesa, lentezza della giustizia,arretratezza culturale, burocrazia, classe politica… Va beh, dai, ho capito,comincio dai rom.

Published in: on giugno 10, 2008 at 7:24 am  Comments (4)  
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Signori si nasce

 

 

 

 

 

L’eleganza e la tradizione difficilmente vanno d’accordo.

 

Una mia cara amica mi ha raccontato dell’ addio al nubilato di una sua collega. Una festa particolarmente raffinata e monotematica: la futura sposa ha servito una torta a forma di….vestita con un grembiule a forma di…indossando una collana a forma di…facendosi aria con un ventaglio a forma di…

 Il giorno del matrimonio la principessa sul pisello sfilava per le vie di un’anonima provincia veneta insieme al suo sposo su una carrozza nuziale trainata da cavalli bianchi.

La domanda nasce dal cuore: A forma di…?

Published in: on giugno 7, 2008 at 5:03 pm  Comments (4)  
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E’ arrivata Blogolandia!!

In realtà c’è già da un pò. Ma ora ci sono dentro anch’io. Eh sì, perchè lavorare, finire la tesi, occuparmi dei dei gatti, della casa, di Ran ;), del mio blog personale è troppo poco per una come me . Così quando mi hanno invitato ad aprire un urban blog ho pensato bene di dire di sì.Quello di Vicenza, ovviamente. Perchè quello di Venezia era già preso.

Ma cominciamo dall’inizio.

Cos’è Blogolandia? Cito dal sito:

Questa nuova fonte e forma di informazione, si pone l’obbiettivo di risultare complementare ed alternativa ai media classici (carta stampata, televisione, radio), per il fatto di mettere al centro il cittadino e le persone di un territorio, facendo informazione “dal basso” dando loro voce senza dipendere da interessi di parte, politica e dalle restrizioni che altri media inevitabilmente fanno.

Insomma, ogni città e paesino d’Italia avranno un loro inviato speciale, il blogger sindaco, che terrà aggiornati gli altri su ciò che accade dalle loro parti. Già ora siamo in tanti. Ma ci sono ancora molte città e paesi dove il posto di  sindaci e assessori è vacante: candidatevi a sindaco della vostra città!!

Per maggiori informazioni:

http://blogolandia.it/

Per vedere il mio urban blog

http://vicenza.blogolandia.it/

Published in: on giugno 5, 2008 at 5:16 pm  Lascia un commento  
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Tama la capostazione

Da oggi ho un motivo in più per invidiare i pendolari giapponesi. Non solo per la loro fantastica rete ferroviaria (vedi post Il paradiso dei pendolari, marzo 2008), ma anche per Tama.

Tama è il primo bigliettaio gatto. Da quando c’è lei la piccola stazione di Kinokawa ha avuto un 10% in più di passeggeri. I viaggiatori passano a salutare e ad accarezzare la piccola ex-randagia in servizio prima del viaggio.

Un bel modo per cominciare la giornata.

Io mi acconterei anche di un criceto.

Published in: on maggio 25, 2008 at 4:35 pm  Comments (4)  
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Compagni di treno

 I pendolari si riconoscono subito: bagaglio leggero, borse sotto gli occhi, sguardo un pò assente. Un’altra categoria è quella dei viaggiatori occasionali. Imprenditori lasciati a piedi dalla macchina, zie Pie in visita ai parenti, turisti in shorts e infradito. Sembrano tutti  americani arrivati da Disneyland in visita agli Zulù. Sono sempre disorientati e agitati. Si alzano per scendere alla fermata mezz’ora prima, anche se stiamo per arrivare a Padova e siamo ancora in mezzo ai bufali. Cercano il biglietto quando sentono la voce del controllore tre vagoni più in là. Non sono mai sicuri di aver preso il treno giusto. “Questo va a Milano, giusto? Ma scende proprio lì? “No, nei campi.  Alcuni sembrano scoprire il mondo per la prima volta. Ed è in quei momenti che viene fuori il peggio, specialmente del provincialismo veneto-agricolo. Frasi realmente sentite in treno:

Ma vara quante rasse che ghe sè.

Vara quei neri , quei alti, che sia i vatussi? Quei dea canson.

Scolaresca romana in gita: “‘Anvedi ‘o, ammazza quanto è bbbello sto treno“….  Sti milanesi i xe tutti coa pussa sotto il naso…

Milanesi?

Quella lingua un pò così

Mentre i veneti gallo-padani (?) sono in attesa di festeggiare la loro Venigallia ( festa pseudoceltica in costume, di quelle che ti trovi il tuo commercialista di Povolaro sbronzo con tanto di cappello cornuto) analizziamo la ricchezza consonantica del dialetto vicentino.

Quale altra lingua riesce a comporre una frase di senso compiuto con sole tre vocali?

E’ stata la performance di un pensionato ad illuminarmi quando ha chiesto a Raniero se la bicicletta appoggiata al muro fosse la sua.

Ea è a eo?

Trad: è sua la bicicletta?

Published in: on maggio 19, 2008 at 5:26 pm  Comments (2)  
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La casta in laguna

 

 

Cosa sarebbe Venezia senza un giro in gondola, la gita romantica per eccellenza?

Di sicuro sono a conoscenza di un paio di cose che farebbero desistere anche un americano in shorts e infradito (la tenuta autunno-inverno-primavera-estate). Prendiamo l’atteggiamento dei gondolieri: c’è chi lo definisce rude e istintivo. Certo non è piacevole camminare per le fondamenta con un sottofondo di “ghe sb..” e bestemmie varie. Poi, il guadagno: a Venezia si favoleggia di onorari d’oro  e si  si narra delle Jaguar e delle Porsche nei loro garage al Lido. Chiunque lavori a Venezia ha almeno un anedotto poco edificante sui gondolieri(Il mio: quando lavoravo come receptionist in un ostello ho assistito all’aggressione di una ragazzina francese, rea di aver versato un po’ d’acqua sulla gondola) Detto questo, qualcuno di simpatico ce ne sarà anche…ma non chiedetelo a quella studentessa che ne ha sposato uno.

Published in: on maggio 11, 2008 at 9:39 am  Lascia un commento  
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Gente tranquilla

 

L’incredibile caso di Amstetten e le cronache di questi giorni hanno suscitato riflessioni ed emozioni forti. Perfettamente riassunte, secondo me, da Concita de Gregorio nell’articolo  ” I buoni vicini di casa”, apparso il 30 aprile su Repubblica e nel testo della canzone”Gente tranquilla” dei Subsonica( album Amore matico, 2002)

 

 

“Bisognerebbe riuscire ad accantonare gli aspetti morbosi della cronaca e concentrarsi invece su alcune domande elementari: come è possibile che per 24 anni nessuno dei vicini di villetta, dei venditori di surgelati a domicilio, dei mormoni in bici, dei ladri austriaci di appartamento(…) come è possibile che, nessuno, per 24 anni,si sia accorto che quattro persone vivevano segregate in una cantina? Uno strillo, un pianto, un tonfo, niente mai? La verità è che vediamo solo quello che vogliamo che vedere, che la violenza più frequente ed efferata si consuma tra mura linde e borghesi e non sui cigli delle strade: della prima, domestica e feroce, nessuno dice, nessuno sa. Continuiamo pure a raccontarci che le nostre città saranno più sicure e le nostre vite migliori quando non ci saranno stupri nelle borgate buie. Continuiamo ad ignorare che sette omicidi su dieci sono padri, mariti, ex mariti ed ex fidanzati che non contemplano l’eventualità di perdere il possesso. Cuciniamo la torta di mele nell’appartamento accanto e lamentiamoci degli stranieri cattivi: i vicini di casa, si sa, sono tutti persone perbene”

 

 

 

GENTE TRANQUILLA

 

C’è sangue dentro il video/Lampeggianti, è un fatto serio/Gente tranquilla dicono/ Riversa dentro un rosso fradicio/Cronaca incomprensibile/Di lame e di follia inspiegabile/ Buona famiglia giurano/Travolti da una notte che non vuole finire/Quanta obbedienza, quanta osservanza/Quella misura che si deve ottenere/Tra le pareti che ingoiano violenza/Così invisibile che non vuoi sapere/L’intransigenza, l’intolleranza/Servite a tavola son pugni sul cuore/ Di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio/ Vite represse incorniciate d’onore/
A porte chiuse l’incubo/Domestico imprevisto è gelido/Gente tranquilla giurano/
Gente che chiedeva dove andremo a finire/E ogni certezza è brivido/Che massacra la tua quiete attorno al televisore/ Quanta obbedienza, quanta osservanza/L’educazione che si deve ottenere/Tra le pareti che ingoiano violenza/
Così invisibile che non vuoi sapere/L’intransigenza, l’intolleranza/Servite a tavola son pugni sul cuore/Di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio/Vite represse incorniciate d’onore/ Un demone tascabile un’ombra clandestina un crimine/
La colpa indispensabile per sopportare un incubo che non vuole finire/Un demone tascabile un’ombra clandestina un crimine/La colpa indispensabile per sopportare un vuoto che non vuole finire/Parte cantata in arabo: Io sono il vostro alibi la belva silenziosa il tuo capro espiatorio l’uomo nero l’incubo la paura che ti porti dentro la notte che non passa mai

 

Sapevatelo!

Questo supera di gran lunga, in gravità di disturbo mentale,  le accuse di pornografia e satanismo alla Sirenetta rivolte da dei cristiani fondamentalisti (vedi  post “Porno Disney”, 25 aprile )

Sapevate che quel perfettino di Topolino è in realtà un massone satanista che lancia messaggi subliminali ai fanciulli durante le sue spericolate avvventure? Sapevate che Satana ci fa gli auguri di Natale attraverso Mtv e lo spot per i sessant’anni della costituzione? Per non parlare di quel tormentone da asciugamano…

 

Sapevatelo su

http://www.ccsg.it/v_satana.htm

Buon divertimento!

Published in: on maggio 10, 2008 at 8:45 am  Lascia un commento  
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Can-vivenza

Ci sono persone a cui gli animali non piacciono.

 

Spesso si tratta di persone ordinate, precise e un po’ pignole. Tutte qualità che gli animali non tengono in nessun conto. Sembrano aver dimenticato che gli ultimi ad affacciarsi al mondo sono stati gli uomini e che gli animali se ne stavano tranquilli beati senza di noi. 

Non delirare per gli animali è un diritto: per esempio, io e le melanzane ci guardiamo da sempre con reciproco sospetto ma senza mai passare alle vie di fatto. Si può non amare e tollerare. Oppure non gradire e ignorare.

Perciò a tutti quelli che scrivono sui muri “A morte i cani che c*g*no”e ti guardano torvo non appena il tuo cane alza la zampa in un’aiuola( cosa devo fare, fargli usare il water? Portarmi una cannuccia per la pipì?) auguro un inferno bestiale dove saranno portati al guinzaglio da un border collie con il forcone a fare il giro dei campetti del loro quartiere. E con la paletta.

Published in: on maggio 9, 2008 at 4:39 pm  Comments (7)  
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Grazie Vicenza!

 

Respiro.

Vicenza, la Vandea, l’Oratorio d’Italia mi ha fatto un bellissimo regalo.

Sono una vicentina ufficiale da appena un anno e mai avrei sperato in una notizia così bella: a Vicenza ha vinto la sinistra.

In un periodo così cupo come quest’anno ci voleva proprio.

Sì, lo so, c’è poco da festeggiare, il Paese è di nuovo sotto il billionaire tycoon, come lo chiamano all’estero e anche Roma,dopo dieci anni, è tornata tristemente alla destra. (Qualcuno dirà”Perchè?Rutelli era di sinistra??”)

Ma nella mia piccola città è tornata la primavera.

 

Ps: Il nuovo sindaco, Achille Variati, ha promesso un referendum consultivo sul Dal Molin. Lo rispetterà?

 

Published in: on aprile 28, 2008 at 4:14 pm  Comments (4)  
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Giornali e pistole

Riporto un trafiletto di Giovanni De Mauro, in occasione della brillante performance di Berlusconi alla sua ultima conferenza stampa.

De Mauro è il direttore di Internazionale e portavoce,in Italia, del giornalismo libero e della corretta informazione.

 

“Senza giornali vivremmo meglio, ne converrà”. Sono parole di Silvio Berlusconi alla prima conferenza stampa dopo le elezioni, il 15 aprile 2008. “È una festa per tutti noi, il lunedì di Pasqua”, cioè il giorno in cui i quotidiani non escono. E la stampa internazionale? “È il trionfo dei pregiudizi. Ma non mi preoccupo, non penso di dare ascolto. Con i fatti metteremo tutti a posto”. Una conferenza stampa incredibile, dove dalla sala si applaudiva alle battute di Berlusconi. Sembrava di essere allo stadio. È peggio un premier che attacca i giornalisti o dei giornalisti che applaudono quando vengono attaccati da un premier? Surreale. Ma niente se paragonato alla conferenza stampa con Vladimir Putin, quella dove alla domanda di una reporter russa Berlusconi ha risposto imitando il gesto del mitra. Una battuta, per carità. Ma Anna Politkovskaja, probabilmente, non l’avrebbe trovata molto divertente.

 

 

Internazionale, 25 aprile 2008.

PORNO DISNEY

Ecco il tipico caso di fanatismo religioso (cristiano) provocato da quella sindrome che si potrebbe riassumere come “Niente sesso, siam fanatici”.

Il complotto, questa volta, è ad opera di una nota corporation di intrattenimento per grandi e piccini definita (da una congregazione cristiana) nientemeno che “L’impero di Satana”.

E’ accusata di inviare messaggi subliminali satanici e pornografici ai bambini. E come? Attraverso Aladino e la Sirenetta.Ma l’avete visto il Re Leone come cammina??

Fatevi due risate cliccando qui:

http://www.youtube.com/watch?v=CivLakTKFo4

 

 

 

Published in: on aprile 25, 2008 at 8:24 am  Comments (2)  
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Lettera al figlio parte II

Ecco la seconda parte del bellissimo articolo di di Efraim Medina Reyes.

Sapere che sarai qui rafforzerà il mio legame con la vita, il dolore e i servizi pubblici. Fino a ieri ero preparato ad affrontare i miei timori, ora dovrò imparare tutto di nuovo e, credimi, a parte la mia squadra di calcio e il mio paese non cercherò di importi molte altre cose. Non ho mai creduto che uno debba essere amato semplicemente per il fatto di essere com’è. Credo invece nell’amore che si costruisce e si rafforza in quest’avventura unica che è la vita.
Suppongo che essere per metà italiano avrà i suoi vantaggi, però sono sicuro che ti divertirai di più con la tua metà colombiana. Non posso negare che il mio è un paese difficile e neanche che sono rabbiosamente orgoglioso di essere nato lì. La cosa sicura è che ho aspettato tutti questi anni prima di avere un figlio perché volevo garantirgli una vita migliore della mia ed evitargli pericoli e privazioni.

Non penso di essermi sbagliato: è solo che le mie garanzie non garantiscono nulla. Il mondo è un posto pericoloso e l’unica cosa che possiamo fare per quelli che amiamo è amarli. Sono cresciuto senza sicurezze e con molte privazioni, ma sono diventato forte insieme ai miei fratelli, protetto dall’indistruttibile amore di mia madre.

Decidere di avere un figlio significa credere implicitamente che esiste ancora la possibilità di sognare. Guardo gli occhi di tua madre illuminati dalla tua presenza: giorno dopo giorno la invadi, diventi il centro della sua vita e tutto il resto passa in secondo piano. Ho sempre saputo che, se mai avessi avuto un figlio, la cosa più importante era incontrare una buona madre.

E in questo senso non potresti essere più fortunato. Lei e io sappiamo che ci unirai al di là del tempo e dell’amore. Il destino degli esseri umani è fragile e i cuori cambiano, si sa, ma in te ci ritroveremo sempre. Non so che tipo di persona sarai, mi spaventa sentir dire che molto dipenderà da me. Ma è ancora presto per spaventarmi.

Sei figlio di due culture, di due lingue, di due storie e negli aeroporti potrai fare la fila riservata agli europei, mentre a me verranno ispezionate perfino le budella. Molti sono convinti che la vita sia come un ippodromo e che ognuno debba solo fare il suo giro. Invece non tutti i cavalli ce la fanno e gli imprevisti sono inevitabili.

Per questo voglio dirti che non so se avrò sempre le risposte alle tue domande (quindi comincia ad abituarti agli esempi con gli ippodromi e i passeri che ridono). Poco tempo fa qualcuno mi ha chiesto se mi aspettavo qualcosa da te: avrei voluto dargli un pugno in faccia. Non ho mai sopportato chi si aspetta qualcosa da me, e quello che mi aspetto da te è che non sopporterai mai chi si aspetta qualcosa da te.

Guardo il giardino che circonda casa nostra. Gonzalo, il nostro labrador di due anni, corre da una parte all’altra inseguendo gli insetti. Alcuni pini in fondo chiudono lo spazio. Le voci dei vicini che parlano del tempo si perdono nella brezza del tramonto e un’intensa paura di morire mi stringe l’anima.

Da qualche parte ho scritto che gli uomini sono immortali fino a quando non hanno dei figli. Avevo ragione. Da quando ho saputo che ci sei, ogni secondo conta. Non chiedo molto, solo di essere qui quando arriverai e di non andarmene fino a che non sarai al sicuro.

 

 

 

 

 

 

Published in: on aprile 21, 2008 at 1:29 pm  Comments (5)  
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Lettera al figlio parte I

Oggi vorrei proporvi un articolo di Efraim Medina Reyes,uno scrittore colombiano che ho ovuto l’occasione di vedere a Ferrara alla Festa di Internazionale l’ottobre dell’anno scorso.

Tra l’altro, pare che abiti a Vicenza. Mi sento meno sola in questa Vandea.

E’  una lettera al suo bambino che non è ancora nato. La trovo di una semplicità bellissima e disarmante:”Questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono”

Lettera al figlio

Internazionale 739, 10 aprile 2008

Mentre scrivo queste righe, ho la sensazione che qualsiasi cosa io dica verrà usata un giorno contro di me. Sono passati appena quattro mesi dal tuo concepimento e non so ancora di che sesso sarai. I parenti e gli amici scommettono sull’uno o sull’altro, ma io preferisco aspettare la prossima ecografia.Se sei una bambina e un giorno diventerai una di quelle femministe rompiscatole, voglio mettere in chiaro che anche se qui ti chiamo “figlio” lo faccio senza nessuna intenzione sessista.

Il tuo arrivo in questo mondo non è il frutto di un incontro casuale né della dinamica naturale del matrimonio. È il risultato di una decisione che tua madre e io abbiamo preso e portato avanti nonostante molte difficoltà. Lei è una bella e dolce italiana e io, nel bene e nel male, un meticcio colombiano. La cosa triste è che sarai condannato a fare il tifo per il Junior di Barranquilla o per il Vicenza, che gioca da vari secoli in serie B.

Il ginecologo ci aveva prescritto una serie di esami e i risultati indicavano che tua madre era perfettamente a posto. Io, invece, avevo una quantità normale di spermatozoi, ma per la maggior parte molto lenti. Chiaramente latinoamericani.

 

 

 


(…)


So che ti trovi perfettamente a tuo agio lì dentro e malgrado la tua incoscienza spero che te la stia godendo, perché questi nove mesi saranno forse le tue uniche vere vacanze: il mondo qui fuori è pericoloso, stupido e implacabile. Ma se eviterai di leggere Paulo Coelho, di ascoltare il reggaeton e di vedere i programmi del mattino alla tv, il mondo può anche essere un posto meraviglioso. Si tratta, figlio mio, di vivere. E vivere è quasi sempre un lusso.Probabilmente nascerai nel nord Italia, in un luogo confortevole, fragrante e sicuro. Ma dall’altra parte del mare ti aspetta la Colombia. Ti diranno che è un paese orribile, dove c’è una guerra interminabile e dove vivono i politici più corrotti del pianeta. Ti parleranno di sequestri, narcotraffico e prostituzione.

Tutto quello che ti diranno, disgraziatamente, è vero. Ed è proprio lì che ti porterò appena sarai pronto ad affrontare dodici ore di aereo. Ti chiederai perché sto programmando di portarti in quella specie d’inferno, visto che ancora non mi hai fatto passare nemmeno una notte insonne. Non ho una risposta chiara.

So solo che sono tuo padre e che quel paese spaventoso è l’unico posto dove non mi sento fuori luogo e la felicità mi sfiora. Metà della tua famiglia viene da lì, la metà dei tuoi geni, la metà degli amici che avrai un giorno. La Colombia è parte del tuo sangue e del tuo nome e la amerai irrimediabilmente.

Il mio affetto per te è forte anche se ancora un po’ astratto. Ci avviciniamo in silenzio l’uno all’altro, come in un sogno. Sapere che esisti mi libera dal peso di essere me stesso e mi fa venire in mente progetti nuovi e sconosciuti. So che sono responsabile di quello che sarà di te e che questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono.

 

 

 

…………………………………………………………………………………………………………………………continua

We can?…We could.

“Mamma, ma è vero che ha vinto il Berlusca?”

Alvise ha cinque anni e le idee chiare.

La mamma risponde con un abbozzo di sorriso mentre guarda fuori dal finestrino “Ma no,vedrai, non è ancora sicuro”.

Nessuno nello scompartimento del treno le crede. Siamo tutti cupi e mesti, in una giornata di pioggia che più grigia non si può.

Nessuno sorride in treno in questi giorni. I pendolari sono di sinistra.

“In un giorno di pioggia al gusto di pioggia………”

Preso blu,Subsonica.

Published in: on aprile 17, 2008 at 7:46 am  Comments (4)  
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Cantiamo tutti insieme!!!

copia-3-di-102037.jpg

Io rispetto la par condicio…

E allora vai con questo I’M PD!

Sì, è un pò patetico anche questo  ma almeno è un pò più genuino , ci sono persone più vere e autentiche-o perlomeno verosimili- e non veline scartate ai provini!

E poi che soddisfazione cantare

“Se Mastella non c’è tanto meglio per te….”

http://it.youtube.com/watch?v=E0UBZ0z0bvo

Published in: on marzo 28, 2008 at 11:53 am  Comments (2)  
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Meno male che il Berlusca c’è!

santo_silvio.jpg

Altrimenti cosa farebbero i comici in Italia? ( A proposito, facciamo una raccolta firme per far tornare i Guzzanti in tv??)

Nell’attesa godetevi questo video. No, non è una parodia. E’ l’inno del Partito della libertà (di Silvio).

Gelatai, muratori,ragazzi dei call center, professori del Cepu non allarmatevi… lui c’è! Non ci libereremo presto del Krusty il Clown italiano.

Buona visione:

http://it.youtube.com/watch?v=Wzn1iFkKt_I

Published in: on marzo 28, 2008 at 8:56 am  Comments (6)  
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Strani supereroi

cap_venezia1.jpg

E’ tutto vero.

Ora anche Venezia ha il suo supereroe: Capitan Venezia. Come Spiderman e altri personaggi dei fumetti è nato dalla fusione di un uomo, uno studente di Venezia-IUAV o Ca’Foscari si dovrà indagare-e il leone di Venezia.

Come tutti i supereroi che si rispettano, anche Capitan Venezia ha i suoi cattivoni, i nemici della laguna come Cozzaman e Uomo Moeca.

Non è che potrebbe venire in trasferta a Vicenza contro Calearo?

Published in: on marzo 16, 2008 at 5:13 pm  Comments (2)  
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Treni e ambiente

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Siamo 13 milioni, il 22,2% della popolazione residente.

Siamo i pendolari, quelli che impiegano in media 72 minuti per gli spostamenti giornalieri di andata e ritorno, l’equivalente di 33 giornate lavorative all’anno. Tra il 2001 e il 2007 siamo cresciuti del 35,8%, quasi 3,5 milioni di persone in più. 
Il fenomeno del pendolarismo si manifesta soprattutto a livello locale, con spostamenti concentrati in gran parte su percorsi limitati. La maggior parte dei trasferimenti avviene tra comuni della stessa provincia, dove ogni giorno si impiegano in media 43 minuti per coprire una distanza media di 24 chilometri.
Dalla ricerca del Censis emerge che i problemi principali sono: i tempi di attesa, la puntualità, la tutela da molestie e furti, le informazioni sul servizio, i, l’affollamento delle carrozze, lo scarso comfort a bordo, l’inadeguata climatizzazione , la vecchiaia delle carrozze, la scarsa pulizia degli scompartimenti e delle toilettes.
Nel 2007, Trenitalia ha trasportato 472 milioni di passeggeri sulle tratte locali e regionali contro i 465 milioni del 2006; all’impennata della domanda non ha corrisposto però un adeguato aumento dell’offerta.

Si parla tanto dei problemi ambientali, dell’inquinamento, del traffico. Una delle soluzioni potrebbe essere proprio quella di incentivare l’uso del treno! Perchè i lavoratori dovrebbero abbandonare la loro macchina quando sentono le lamentele dei loro colleghi pendolari?

 Voglio Piero Ottone ministro delle Infrastrutture!

Published in: on marzo 15, 2008 at 11:38 am  Comments (2)  
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In difesa degli ultimi

 

Quest’anno la Cina è sotto i riflettori: il paese comunista meno egualitario del mondo ospiterà le Olimpiadi.

Questo avrà  il merito di attirare l’attenzione sulle innumerevoli violazioni dei diritti umani ( uno tra tutti, la pena di morte prevista per 68 reati tra cui l’evasione e la frode fiscale. L’avessimo noi, non avremmo più nessuno in parlamento…?)anche se è molto probabile che una volta finiti i giochi l’attenzione si sposterà di nuovo da un’altra parte. Approfitto allora per attirare l’attenzione su un argomento che a molti di voi sembrerà minore, assolutamente secondario rispetto a crimini efferati quali la tortura e la pena di morte. Ma sono convinta che una società si giudichi anche per come tratta i più deboli. E chi è più debole di chi non può parlare?

La Cina è il più grande mangiatore di cani e di gatti al mondo.Più di 10 milioni di cani vengono macellati ogni anno. A chi mi dirà che è un fatto culturale, che… noi mangiamo il coniglio (io no comunque) che fa tanto orrore ai giapponesi, e allora solo perché a te piacciono i cani e i gatti e come la mettiamo con le mucche e i nostri macelli e perchè, tu non mangi il ragù e bla bla bla.

Ok. Ma ascoltate lo stesso per favore

Nei macelli cinesi vige l’idea che più l’animale muore lentamente e dolorosamente  più prelibata sarà la carne. Non vi dirò i dettagli ma credetemi, sono agghiaccianti. Gli investigatori di Animal Asia sono stati testimoni di camion caricati con più di 2000 cani per camion arrivati ai grossisti di vendita Hua Nam Wild Animal Market a Guangzhou.
Il mercato della carne di cane e di gatto sta diventando sempre più industrializzato ed è pure promosso dal governo in alcune zone. Si sono sviluppati grandi allevamenti e l’importazione di razze giganti come i San Bernardo, che sono incrociati con la razza locale Mongrel, per avere razze a crescita veloce e docili ‘cani da carne’ che possono essere macellati a 4 mesi di vita.

Ulteriori indagini rivelano che la pelliccia dei cani macellati sta arrivando sui mercati locali ed internazionali( certo, anche in Italia) e viene utilizzata come “guarnizione” per capi di moda, o per bigiotterie come anellini o accessori per capelli.
Animals Asia Foundation e’ una fondazione di pubblica utilita’ registrata a Hong Kong che dipende completamente dalla generosita’ del pubblico. E’l’unica associazione che fa concretamente qualcosa in collaborazione con le autorita’ cinesi. Se volete sapere di più sulle altre sue attività cliccate su http://www.animalsasia.org/index.php?module=64&menupos=1&lg=it 

Un’ultima cosa: qualche volta mi capita di incontrare persone, anche tra i miei amici, che sembrano quasi un po’ infastiditi dal mio interesse per la difesa degli animali. Come se allora dovessimo aspettare la fine delle guerre nel Darfur ( a proposito, io sono socia di Amnesty International) per interessarci ai canili lager o alla vivisezione. Bene, il fatto è che chi muove queste polemiche non fa niente. Neanche per il Darfur.

Una volta mi hanno chiesto: Se vedi un bambino e un cane che stanno annegando in un fiume chi salvi? Risposta: Tutti e due.

Published in: on marzo 5, 2008 at 9:18 am  Comments (3)  
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Treni e giornali

Ogni mattina, prima di imbarcarmi sul solito trenino, compro fresco di stampa il mio giornale( vedi La Repubblica) all’edicola della stazione. La signora dei giornali vede il mio cappottino bianco avvicinarsi e lo sfodera prontamente, compreso dei soliti inserti. Ma non il venerdì. Esce Internazionale.

Published in: on febbraio 23, 2008 at 12:57 pm  Comments (2)