Settimana elettrica

E’ un pò che non scrivo. Anche se le visite sono sempre più numerose (quasi 9000 da febbraio: grazie ragazzi) mi dimentico che questo blog l’ho cominciato per me. Per tenere i pensieri in ordine e impedire che ti portino alla deriva.

Questa è stata una settimana da scintille: stressante oltre ogni dire. Dopo visite mediche a Padova, treni che partono quand’è ancora buio (alba su Dolo: imperdibile) studenti che odiano il tiramisù-e-si-iscrivono-all’-attività-del-tiramisù, discussioni elettriche e fornetti inaffidabili, studentesse che arrrivano un quarto d’ora dopo tanto siamo in Italia e tu sei lì che aspetti da mezz’ora , americani che vogliono intagliare le zucche per Halloween a scuola(dear guys: prendete il primo volo per il New Jersey e buon divertimento) arrivi al punto che non tolleri più niente.

Neanche i politici in tv che si chiamano per nome “Ma no, Marino, non volevo dire questo, Ma no, caro Massimo, non hai capito”tanto per rinforzare dentro di te l’idea che tanto, rivali o no, sono tutti amiconi e che la politica è un giochetto di potere tra addetti ai lavori. Vuoi mettere con lo stile d’oltralpe? Monsieur Sarkozy, je ne vous permette pas de…Madame Royal, vous avez tout à fait raison…

 E poi non sopporti più quelle facce da prendo-il-treno-una-volta-l’anno mentre tu ci abiti quasi e devo sorbirti i loro rimbrotti perchè occupi il loro posto(Qualcuno di trenitalia può fare qualcosa per dare agli abbonati dei posti a sedere garantiti?Grazie) Per fortuna la settimana sta finendo. Speriamo nella prossima. Perchè anche il weekend promette male.

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Published in: on ottobre 25, 2008 at 9:04 am  Comments (2)  
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Che merdaviglia

Domanda:

Quanto tempo ci vuole per andare da Venezia a Vicenza?

 

Facile. 1 ora. 1 binario. 1 treno.

 

Sicuri?

 

Oggi ci sono voluti

 

3 ore. 4 binari. 3 treni.

 

Intanto hanno aumentato il prezzo dei biglietti e ridotto il numero dei treni.

 

 

Cosa vuoi di meno?

 

 

ps: Digitate “odio trenitalia” su google e vedrete quanti pendolari disperati ci sono in giro…Almeno hanno tolto lo spot con la colomba….

 

Published in: on giugno 10, 2008 at 7:05 pm  Comments (2)  
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Compagni di treno

 I pendolari si riconoscono subito: bagaglio leggero, borse sotto gli occhi, sguardo un pò assente. Un’altra categoria è quella dei viaggiatori occasionali. Imprenditori lasciati a piedi dalla macchina, zie Pie in visita ai parenti, turisti in shorts e infradito. Sembrano tutti  americani arrivati da Disneyland in visita agli Zulù. Sono sempre disorientati e agitati. Si alzano per scendere alla fermata mezz’ora prima, anche se stiamo per arrivare a Padova e siamo ancora in mezzo ai bufali. Cercano il biglietto quando sentono la voce del controllore tre vagoni più in là. Non sono mai sicuri di aver preso il treno giusto. “Questo va a Milano, giusto? Ma scende proprio lì? “No, nei campi.  Alcuni sembrano scoprire il mondo per la prima volta. Ed è in quei momenti che viene fuori il peggio, specialmente del provincialismo veneto-agricolo. Frasi realmente sentite in treno:

Ma vara quante rasse che ghe sè.

Vara quei neri , quei alti, che sia i vatussi? Quei dea canson.

Scolaresca romana in gita: “‘Anvedi ‘o, ammazza quanto è bbbello sto treno“….  Sti milanesi i xe tutti coa pussa sotto il naso…

Milanesi?

Treni e ambiente

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Siamo 13 milioni, il 22,2% della popolazione residente.

Siamo i pendolari, quelli che impiegano in media 72 minuti per gli spostamenti giornalieri di andata e ritorno, l’equivalente di 33 giornate lavorative all’anno. Tra il 2001 e il 2007 siamo cresciuti del 35,8%, quasi 3,5 milioni di persone in più. 
Il fenomeno del pendolarismo si manifesta soprattutto a livello locale, con spostamenti concentrati in gran parte su percorsi limitati. La maggior parte dei trasferimenti avviene tra comuni della stessa provincia, dove ogni giorno si impiegano in media 43 minuti per coprire una distanza media di 24 chilometri.
Dalla ricerca del Censis emerge che i problemi principali sono: i tempi di attesa, la puntualità, la tutela da molestie e furti, le informazioni sul servizio, i, l’affollamento delle carrozze, lo scarso comfort a bordo, l’inadeguata climatizzazione , la vecchiaia delle carrozze, la scarsa pulizia degli scompartimenti e delle toilettes.
Nel 2007, Trenitalia ha trasportato 472 milioni di passeggeri sulle tratte locali e regionali contro i 465 milioni del 2006; all’impennata della domanda non ha corrisposto però un adeguato aumento dell’offerta.

Si parla tanto dei problemi ambientali, dell’inquinamento, del traffico. Una delle soluzioni potrebbe essere proprio quella di incentivare l’uso del treno! Perchè i lavoratori dovrebbero abbandonare la loro macchina quando sentono le lamentele dei loro colleghi pendolari?

 Voglio Piero Ottone ministro delle Infrastrutture!

Published in: on marzo 15, 2008 at 11:38 am  Comments (2)  
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