Valdesi e bioetica

Riporto una nota della Commissione Bioetica della Chiesa Valdese:

La Commissione Bioetica della Chiesa Valdese intende esprimere la propria solidarietà nei confronti della famiglia Englaro e ribadire la propriaposizione a favore della libertà di cura, che è sempre e contestualmente libertà di rifiutare la cura.I giudici hanno ritenuto dimostrata sia l’irreversibilità dello stato vegetativo della paziente, sia la conformità della scelta di interrompere la nutrizione e idratazione forzate alla volontà espressa a suo tempo da Eluana Englaro, e alla sua concezione della dignità e qualità della vita.

Come cristiani riteniamo sia necessario guardare alle persone viventi e alla loro sofferenza, che non può essere dimenticata in nome di principi universali e astratti, né può essere subordinata a una norma oggettiva e precostituita che venga ritenuta valida in quanto presunta ‘legge naturale’. Crediamo infatti che il cuore dell’etica cristiana debba essere la sollecitudine verso le persone nella loro irrinunciabile singolarità, spesso sofferente, talvolta – come nel caso di Eluana – addirittura tragica: di qui discende, secondo noi, un’idea della medicina come terapia rivolta a soggetti in grado di autodeterminarsi e in grado di decidere il proprio destino.


E ora la domanda da un milione: chi sono i valdesi? Dove vivono? Cosa fanno? Chi li spinge? Spingitori di valdesi su Lejournaldesara!

Published in: on luglio 11, 2008 at 6:35 am  Comments (21)  
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21 commentiLascia un commento

  1. Ciao, sono ancora qui. Sono tante le cose che ho ritrovato nel tuo blog che condivido. Una di queste e’ l’interesse per la Chiesa valdese. Non so se tu sei valdese o meno, e non è che poi me ne intenda tanto. Io mi ritengo abbastanza lontano da qualsiasi religione. Agnostico, forse. Sicuramente una delle più vicine alle mie idee e’ appunto quella cristiana-valdese. Ho avuto occasione di avvicinarmici grazie a un’amica originaria di Torre Pellice, di famiglia valdese, che ha ospitato me e la mia famiglia alcuni anni fa nella sua antichissima casa (del ‘500!!), appunto sopra Torre Pellice, nel cuore delle valli valdesi. Devi immaginare questa casa quasi interamente in legno, ovviamente in parte ristrutturata, ma che ha mantenuto intatto il fascino dell’epoca. Devi immaginare il camino (non c’è il riscaldamento a gas), le stanze strette per mantenere più il calore e, sopratutto, una grande biblioteca vecchissima. Qua non so dire se vi fossero libri “antichi” o solo vecchi, fatto sta che la cosa mi affascino’ da morire tanto che in quei pochi giorni divorai un testo che parlava della storia del popolo e della Chiesa valdese e altri li presi in prestito (ben contenta fu la nonna della mia amica a prestarmeli, per farmi capire chi fossero i valdesi). Il ricordo più forte che mi rimane di quei pochi giorni è la visita a una grotta dove i valdesi si rifugiavano a pregare durante il medioevo per sfuggire alle persecuzioni. (ricordo anche la birra artigianale di un produttore a Villar Pellice, ma questa è un’altra storia!). Non sono cristiano (anche se poi ho le mie belle contraddizioni, tipo essermi sposato in chiesa..) ma devo dire che la simpatia per quel popolo che rifiuta il Vaticano è stata immediata, forse dettata dal sentimento di com-passione che mi fa stare spesso dalla parte delle minoranze. In quel periodo poi stavo leggendo o avevo appena letto non ricordo due testi che parlavano sempre dei cosiddetti eretici, ovviamente secondo i canoni cattolici: “Il coraggio del pettirosso” di Maurizio Maggiani e “Q” di Luther Blisset. Te/ve li consiglio vivamente. Se hai altre letture, ben contento di accettare suggerimenti.

  2. Ciao Davide. Interessante la tua esperienza nelle valli valdesi, pensa che in Italia ce ne sono solo 30 mila di cui metà proprio nelle valli. Come dici tu, non è importante essere e o no valdese per apprezzare le loro posizioni, secondo me, molto coraggiose in questa società italiana dove politica e Chiesa non sono ancora due sfere distinte. Io, comunque, sono valdese anche se frequento poco la comunità. Mi ha sempre affascinato moltissimo la storia delle religioni, in particolare del 1500 con il clima della Riforma. Ottimi libri quelli che citi!

  3. Mi pare evidente che i valdesi non sono cristiani, un pó come i mormoni. La dottrina inventata su basi che di teologico non hanno niente porta alla menzogna che, anche se ben incartata in paramenti simil sacri, rimane sempre ciarpame propagandistico. Un pó come le sette americane fatte per motivi di mercato, non certo per motivi spirituali, piú vicino a satana che a Cristo.

  4. Innanzitutto i valdesi esistono in Italia dal medioevo, quindi sono contemporanei di S.Francesco. Difficile dire che sono “inventati”. Non capisco cosa significhi paramenti sacri e ciarpame propagandistico perché se conoscessi un minimo dei valdesi sapresti che non usano paramenti sacri e che non fanno propaganda, anzi, non c’è niente di più lontano da loro l’idea del convertire. Per i valdesi il mondo non si divide in valdesi e non valdesi o in cristiani o non cristiani e men che meno diamo patenti di satanismo a nessuno.

  5. Mi ha molto impressionato quello che ha scritto Renzo. E’ un esempio di quanto la non conoscenza delle cose possa solo generare incomprensione e, ancor peggio, sia il presupposto per un atteggiamento del tutto intollerante e quindi pericolasamente aggressivo e violento. Nessuno è costretto a condividere una convinzione, le idee e la fede religiosa di un altro e fa bene ad approfondire e difendere prima di tutto le coordinate culturali che ha e che conosce. Non si capisce, però, su che cosa Renzo basi il suo ” è evidente ” con cui apre il proprio intervento. Quali sono gli elementi in possesso di Renzo che risultano evidenti per capire che il valdismo è una pura invenzione teologica tendente ad ingannare e a diffondere addirittura il potere di Satana? Evidente è solo la sua totale ignoranza dell’argomento di cui parla. Può, se vuole, dare una scorsa ai testi pubblicati dalla editrice Claudiana. Se non si fida, sappia anche che case editrici cattoliche qualificate hanno pubblicato testi scritti da teologi e storici valdesi. Cito solo lo studio sull’ecclesiologia di Giovanni Calvino di Valdo Vinay pubblicato dall’editrce cattolica Paideia. Ma forse per il mio interlocutore tutto questo è fantascienza e quindi irrilevante. D’altra parte nessuno è tenuto a conoscere tutto. Questo è vero. Rimane però la regola d’oro, che raccomanda di non emettere giudizi, specialmente se negativi, su ciò che non si conosce.

  6. La tolleranza non cresce sugli alberi…

    Proviamo solo ad immaginare le reazioni se uno sostituisse, nel commento di Renzo, la parola “valdesi” con la parola “cattolici”. Proviamo ad immaginare se lo facesse in un consesso pubblico, magari un concerto del primo maggio a Roma.
    Forse otterrebbe risposte un po’ meno dialoganti di queste. Forse…

  7. Il documento della chiesa valdese, al di là delle polemiche del tutto gratuite, dovrebbe far riflettere i cattilici italiani e anche la gran parte di italiani che si ritengono laici e sono magari acculturati. E’ incredibile come persone che dovrebbero essere “illuminate”, quando parlano di cristianesimo non riescano a pensare ad altro che alla chiesa cattolica. Nessuno di buon senso dubita che il cattolicesimo non sia cristiano. Ma nel terzo millennio non si può neppure più pensare che l’Europa abbia radici cristiane e che perciò sia cattolica. Basta aprire gli occhi sul nostro continente e sulla sua tradizione culturale e religiosa. L’Europa moderna è segnata dalla presenza di filosofie e correnti di pensiero non cristiane o critiche verso il crstianesimo o addirittura dichiaratamente atee. Non solo, ma l’Europa è anche, tanto per fermarci agli ultimi cinque secoli, il risultato delle lotte della Riforma protestnte e di tante chiese e filoni culturali certamente non riconducubili al cristianesimo. Pensiamo al luteranesimo, che è stata la linfa dell satoria della Germania e di tutti i paesi baltici, il calvinismo, che è stata la colonna portante della nascita della Confederazione elvetica e della Repubblica olandese, dell’anglicanesimo, su cui si è sviluppata la cultura inglese e degli stessi USA (mi limito a riferimenti molto approssimativi e che richiederebbero ulteriori precisazioni). E se ci si domanda come mai in tutti questi paesi, tanto per stare all’attualità, l’approccio ai terribili nuovi interrogativi etici ( controllo delle nascite, aborto, concezione del matrimonio e della famiglia, testamento biologico, eutanasia…)è diverso e più articolato che in Italia non solo politicamente, ma anche dal punto di vista teologico-cristiano, vuol dire che il cristianesimo ha dato e dà risposte molto diverse di quelle che dà il cattolicesimo. Ed allora, perché i “laici” italiani, anche intellettuali, non riescono a liberarsi dall’idea che l’unico confronto possibile su questi temi col cristianesimo sia quello con la chiesa ufficiale cattolica? Non a caso ho detto “ufficiale”, perché anche in Italia ci sono moltissimi cattolici che non condividono le posizioni della gerarchia ecclesiastica cattolico-romana. Perché non dialogare anche con questi cristiani ormai ridotti ad essere chiesa del silenzio?
    E’ bene chiarire un equivoco. La Chiesa valdese nei suoi documenti pubblici non obbliga i suoi aderenti ad essere abortisti, contrari al matrimonio indissolubile e così via… I suoi membri possono avere posizioni anche opposte, ma devono accettare il confronto, la diversità e il rispetto delle varie posizioni, senza dare dell’eretico a qualcuno. Il punto fondamentale è quello della libertà e, alla fine, della responsabilità dell’individuo e del credente. Un grazie per l’ospitalità

  8. E’ un piacere ospitare chiunque abbia qualcosa da dire, in particolar modo se arricchisce e “alza”il livello. Grazie a te!
    E come non essere d’accordo?
    La questione della libertà-responsabilità dell’individuo, credente o no, è uno dei capisaldi della mia concezione di vita. Speriamo che anche gli altri facciano lo stesso però!

  9. Finalmente ho trovato un filone interessante.
    Mi dico cristiana, poi mi qualifico di area protestante, ma sono stanca delle diversità, non come fede, ma come religione.
    Come fede mi sento legata a tutti quelli che si sono fondati eticamente e poi fondati possibilmente in Gesù, ma se così non fosse mi sento vicino a chi vive il coraggio, la lealtà, il rispetto, la verità e guarda in faccia alla vita
    Miriam

  10. E’una posizione molto giusta Miriam. Non è tanto la confessione religiosa a fare la differenza quanto il sistema di valori che riconosci come tuo e che può trovarsi anche da altre parti!

  11. Mi domando dove fossi, quando tutta questa discussione prendeva corpo nel blog…Me la sono persa, nonostante sia un’assidua lettrice da un annetto circa. Negli ultimi tempi sto vivendo in maniera intensa una c.d. “crisi di identità religiosa”. Mi sono sempre proclamata cattolica praticante, lo sono sempre stata, ben rinchiusa nella concezione del mondo che mi era stata trasmessa nella mia educazione cattolica. E poi…la maturità, l’incontro con altre persone di culture e religioni differenti, e ancor di più con il mio compagno, siuramente non cattolico, la nostra convivenza, la partecipazione ad un matrimonio con rito valdese, gli studi per la mia tesi di laurea che inquadrava il suo argomento nell’ambito della libertà religiosa, il confronto sui grandi temi della vita e dell’attualità, la lettura del Codice da Vinci, la “scoperta sconvolgente” dell’Opus Dei, di ciò che può essere e che può fare…Che fatica continuare il proprio cammino cattolico con tutto questo! E così ho sicuramente rivisto alcuni valori e capito che alla fine i miei non erano stati sempre del tutto coincidenti con quelli cattolici. La mia fede nel Dio cattolico è ancora ben salda, ma ora non riesco a capire con esattezza dove mi colloco…E’difficile abbandonare del tutto la propria comunità di appartenenza dopo esserci cresciuta e formata, così come è parimenti difficile sposarne incondizionatamente tutti i dettami e i valori. Una cosa, però…Sara, davvero complimenti per la “nota della Commissione Bioetica della Chiesa Valdese” che hai pubblicato. Credo che sia sincera, non una trovata pubblicitaria anticonformista per far parlare di se’. Ed è bello sapere che c’è ancora chi sa sinceramente schierarsi ed esporsi nel dire ciò che pensa. Per questo i miei complimenti vengono estesi anche a tutti coloro che hanno scritto sul blog su questo argomento così delicato…

  12. Carissima, ti rispondo solo adesso anche se ho letto il tuo intervento giorni fa e, inutile dirlo, mi ha fatto piacerissimo!! Il merito non è certo mio, sono solo una piccola portavoce del malcontento, diciamo così, che si sta diffondendo sempre più verso una Chiesa, intesa come istituzione, che sembra seguire tutto tranne l’esempio di Gesù Cristo! Se vuoi qualche info in più:

    http://www.chiesavaldese.org/

    Altrimenti chiedi pure😉

  13. Incuriosita, avevo già consultato quel sito in un momento di riflessione. Mi piacerebbe tanto che nella mia comunità ci fosse meno attenzione al formalismo e alle gerarchie ecclesiali e maggiore operosità caritatevole. Mi piacerebbe che i tempi della Chiesa cattolica non fossero così lunghi e così lenti e ci si rendesse conto che la società e la scienza evolvono e che non è proprio il caso di lasciarle sempre da sole…

  14. Essendo valdese sono ovviamente di parte. E sono perfettamente consapevole che il problema non riguarda i cattolici intesi come individui ma la Chiesa come organismo istituzionale. Da poco ho guardato “Luther” e mi ha sconvolto il fatto che è ancora attualissimo: “Roma è un circo” disse Lutero nel 1500…

  15. (Dato che questa discussione è partita dalla nota della Commissione Bioetica della Chiesa Valdese sul caso Englaro, mi sembra giusto riportare anche qui il mio commento al triste epilogo della vicenda – e più che altro sul modo in cui è stato condotto – già scritto su Diritti e Ingiustizie, in modo che più persone possano sapere come la penso).
    “E’davvero sconvolgente quanto successo in questi giorni tra i nostri politici sulla vicenda Englaro. Direi che in pochi hanno dimostrato un po’di sale in zucca. Il silenzio era d’obbligo, nel rispetto di sentenza, dolore e stanchezza morale (comprensibilissima). Ma se proprio il Governo voleva dimostrare di avere a cuore certe questioni, non era certo questo il modo di farlo. Il modo più incostituzionale possibile, che si snodava nel tentativo di violare – allo stesso tempo e con lo stesso atteggiamento – diritti umani, poteri dello Stato, sentenze della magistratura. In nome di cosa? Non c’è limite all’avidità umana e al bisogno di consensi popolari… C’è solo da vergognarsi. Per noi stessi (che non abbiamo forza, coraggio, ideali, idee, alternative per fermarli) e per chi ci rappresenta (che non si ferma più davanti a niente)”.

    Eluana è morta. E davanti alla morte, di chiunque, si dovrebbe avere il dovere ed il buon senso di fermarsi a riflettere sull’esatto contrario, sulla vita… A noi italiani, di tutta questa storia, purtroppo, non resterà il pensiero per una ragazza che è morta in seguito ad un incidente stradale, ma solo le polemiche, le strumentalizzazioni, ed infine gli insulti di tutti coloro che volevano servisi (e si sono serviti, in questi mesi) della notizia.

  16. Non posso che concordare Federica.
    La speculazione notizia della morte di Eluana è stato solo l’ultimo episodio di sciacallaggio! La dignità è un valore sempre più raro.

  17. sono passata di qui (usando il tuo link da valdesi,questi sconosciuti)per leggere la tua risposta al tipo che sosteneva che siamo piùvicini a satana che a Cristo..non ci potevo credere!! ed è alquanto preoccupante se non adirittura inquietante il mess di questa persona.. (mi ha fatto pensare a quelli che mi chiedevano se un tempo mangiavamo i bambini..l’ignoranza è la madre dell’intolleranza)condivido pienamente la interessante risposta di franco (devo solo fare un appunto : preso dalla foga di scrivere, che ben conosco, ha scritto cristianesimo al posto di cattolicesimo alla fine del primo paragrafo riga 16,creando un po di confusione,messo cosi sembra che i protestanti non sia cristiani..sarebbe utile correggere per eventuali nuovi lettori..a meno che non abbia male interpretato io..)e sottoscrivo la regola d’oro . ” non emettere giudizi, specialmente se negativi, su ciò che non si conosce”..ed aggiungerei “impara ad aprirti al mondo ..ampia la tua prospettiva,allarga lo sguardo perchè solo così è possibile l’incontro”

    la questione della libertà-responsabilità dell’individuo, credente o no, è uno dei capisaldi anche della mia concezione di vita.

    per questi motivi Sara devo ringraziarti ancora per questa bella iniziativa che appunto permette con il confronto la conoscenza dell’altro..fondamentale per una vita degna di essere vissuta,come valdese, ma prima di tutto come uomo o donna appartenente a questo mondo..
    sto scrivendo una relazione su un incontro di etica del lavoro (che però può e deve essere allargata al quotidiano)a cui avuto modo di partecipare di recente ,che mi ha molto colpito,ne condivido un pezzo che casca a fagiolo:
    “La grandezza di un mestiere sta nel vincolo che esso crea fra gli uomini: un solo lusso vero esiste ed è quello dei rapporti umani.”Saint-Exupery
    “L’incontro ha partorito più domande che risposte, più stimoli per pensare che verità tascabili dimostrndo che ancora oggi resta valido il “motto” di Socrate e che il vero saggio rimane comunque “colui che sa di non sapere”, che si interroga sui perché dell’esistenza, chi si apre con curiosità , rispetto e responsabilità al mondo, allargando la sua prospettiva . L’ETICA (dal greco “ethos”) che in uno dei suoi significati ha quello di “RIFUGIO DELL’UOMO”,è imprescindibile dalla vita quotidiana: oggi viviamo una fase critica , un momento di cambiamento abbiamo l’onere ed il privilegio di essere pionieri.
    Avviliti da tante disillusioni oggi abbiamo bisogno di testimoni attendibili,guide che ci insegnino o meglio ci “e-duchino” non a trascorrere semplicemente la vita ma a renderla degna di essere vissuta. ”

    concludo con una frase che ho trovato ieri su un articolo che parlava dei dieci motivi per leggere la Bibbia :
    “di fatto i nostri sono tempi meravigliosi per essere vivi.noi abbiamo il privilegio di essere i Noè dei giorni nostri..abbiamo i piani dell’arca ,incisi nei rotoli eterni della Parola di DIO.abbiamo a disposizione la potenza dello Spirito Santo per confortarci e guidarci.”
    a presto.

  18. ho trovato questo articolo sul sito di Andrea Panerini ..sito interessante ..che ti consiglio se già nonlo conosci..
    Eluana, il pericolo dell’idolatria biologica
    Thursday, 12 February 2009 19:07 Rassegna stampa da “Liberazione”

    Maria Bonafede*
    In questa polarizzazione lo spazio della compassione, del rispetto e della laicità si è ridotto ai minimi termini, ed è stato garantito soltanto – lo affermo con convinzione – dall’iniziativa del Capo dello Stato che ha saputo tutelare l’autonomia della magistratura e la laicità delle istituzioni evidentemente pressato dall’iniziativa della Cei e del Vaticano.
    Ci auguriamo che nei prossimi giorni il confronto sul testamento biologico abbia toni meno virulenti e ideologici; osiamo sperare che, in un clima di maggior rispetto reciproco, si evitino le deliranti accuse di “omicidio” a chi difende le ragioni di una morte nella dignità, senza accanimenti terapeutici anche mascherati e senza la sofferenza che una certa tradizione teologica intende imporre nel nome del valore assoluto della vita. Lo speriamo e, come valdesi e metodisti, lavoriamo in questo senso. Siamo una chiesa e non un partito politico: per questo non sta a noi proporre disegni di legge o interferire con il processo legislativo. Siamo però una voce della società italiana, una storica componente della sua cultura e della sua articolazione religiosa.

    condivido..e sono tra le persone che difendono le ragioni di una morte nella dignità e di una vita degna di essere vissuta.

  19. per altro inviterei tutte le persone che parlano per dare fiato ai polmoni e ne ho sentite molte,_(compresa quella signora che ha avuto il coraggio di mettersi un indegno cartello che diceva “allora uccidete anche me”) a venire a visitare le persone che vivono e muoiono ogni giorno e non sempre con la garanzia di dignità nei nostri ospedali..le inviterei a conoscere le persone che questa realtà la vivono ogni giorno sulla loro pelle , o su quella dei loro familiari,o dei loro assistiti..
    scusa lo sfogo, sara..ma è da un pò che sta faccenda mi rode..perchè come sempre prima di parlare bisognerebbe aprire gli occhi, allargare lo sguardo, disporsi all’ascolto ,informarsi,conoscere e cercare di capire prima di giudicare cosa è meglio per gli altri.

  20. Assolutamente, c’è poco da aggiugere Sabina. Purtroppo il giudicare e il condannare gli altri sembra essere lo sport nazionale di un sacco di persone…

  21. Buonasera cari amici !
    Mi permetto di entrare nel vostro spazio e lasciare un commento, benchè io sia cattolico praticante e fedelmente legato alla Chiesa e al Papa Benedetto XVI.
    Giusto per curiosità e spirito ecumenico ho avuto il desiderio di spaziare su internet e cercare info sulla chiesa valdese.
    Premetto che io sono un tipo che ama conoscere e approfondire anche altri modi di pensare, altre religioni oltre che ulteriori confessioni cristiane, perchè credo che soltanto in questo modo posso crescere nel mio credo e imparare ciò che gli altri possono insegnarmi, donandomi una parte del proprio vissuto e delle proprie esperienze.
    E ciò lo penso anche riguardo voi e il vostro modo di vivere il cristianesimo, che davvero mi incuriosisce. Certo, rimangono in me domande e perplessità (non discriminanti però!) sul vostro modo di vivere la fede in Cristo nel mondo in cui viviamo.
    Vedo che ci tenete a sottolineare concetti come la laicità dello stato e la separazione netta tra stato e chiesa. In particolare riguardo ai temi etici la vostra posizione è chiara : si all’eutanasia nei casi di estrema sofferenza.
    Mi chiedo in modo del tutto amichevole : ma come si fa ad essere cristiani e a favore dell’eutanasia allo stesso tempo? Scusate ma proprio non riesco a capire, sarei ben lieto se qualcuno (spero rispettando la mia opinione come io rispetto la vostra) mi facesse capire ciò che trovo una palese contraddizione.
    Vedete, scrivo questo perchè ho un cugino carissimo, di confessione evangelica. Ed è anche pastore di una comunità in provincia di Milano. Confrontandoci sul caso Eluana mio cugino mi ha detto che non c’è bisogno di essere cattolici per dire che facendola morire è stato commesso un gravissimo peccato contro Dio e contro la Bibbia.
    In effetti, come mi diceva mio cugino, se noi siamo cristiani e crediamo nei Dieci Comandamenti in cui uno di essi dice : NON UCCIDERE , non ci sono strade di mezzo.
    Tengo a sottolinerare che il mio messaggio non vuole essere un atto di accusa e tranquilli , non penso che siete figli di Satana..;)
    Però certo non capisco. Confido che trovo influenze politiche nelle vostre idee (in particolare moltissime influenze di cultura radicale) e sinceramente vi pongo questa provocazione affettuosa : non è che ad essere così fermi e determinati nel difendere, da cristiani come fate voi, la laicità dello stato e nel propugnare la separazione tra stato e chiesa, alla lunga si rischia di annacquare il messaggio di Gesù?
    Mi viene a tal proposito in mente un passo del Vangelo quando Gesù dice : “Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà? Non serve nè per la terra nè per il concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda”.
    Essere il sale della terra ci dice Gesù… ma come si può essere sale della terra in una società laica? Come si può vivere il credo cristiano in una società a favore del divorzio, dell’aborto e dell’eutanasia?
    Siamo sicuri che l’unica strada da percorrere sia quella di dire si incondizionatamente a questa totale deriva morale e spirituale?
    E sempre a proposito di laicismo ad ogni costo mi viene da pensare al rischio di creare un Dio-Stato, che possa decidere con le sue leggi il destino delle nostre vite.. In fondo i più grandi totalitarismi (nazismo e comunismo) si servirono della laicità dello stato e della separazione tra stato e chiesa per fare quello che hanno fatto…
    Ringraziandovi per l’attenzione e augurandomi di poter avere la possibilità di scambiare riflessioni costruttive e stimolanti insieme, vi auguro che il Signore continui a dornare su di voi il suo Spirito Santo.
    Vi propongo infine qualche stralcio del Vangelo di Giovanni, come spunto di riflessione comune se vorrete.
    Dicevano infatti a Pilato :
    “Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare”.
    Pilato disse : “Ecco il vostro re!”
    E i farisei : “Via, via, crocifiggilo!”
    Disse loro Pilato : “Metterò in croce il vostro re?”
    Risposero i sommi sacerdoti : “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”.
    Allora Pilato consegnò loro Gesù perchè fosse crocifisso.
    Penso che in fondo tra Gesù e le Eluane del mondo non ci siano differenze. Come loro anche il Figlio di Dio è stato messo in croce.
    E i farisei e tutti quelli che volevano ucciderlo si sono sbarazzati di un personaggio scomodo, utilizzando come pretesto il credo nella laicità dell’impero romano.
    Son passati 2000 anni ma nulla è ancora cambiato.
    Per fortuna che Gesù è risorto, altrimenti sarebbe veramente triste la vita…
    Un caro saluto a tutti voi !


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