Lettera al figlio parte II

Ecco la seconda parte del bellissimo articolo di di Efraim Medina Reyes.

Sapere che sarai qui rafforzerà il mio legame con la vita, il dolore e i servizi pubblici. Fino a ieri ero preparato ad affrontare i miei timori, ora dovrò imparare tutto di nuovo e, credimi, a parte la mia squadra di calcio e il mio paese non cercherò di importi molte altre cose. Non ho mai creduto che uno debba essere amato semplicemente per il fatto di essere com’è. Credo invece nell’amore che si costruisce e si rafforza in quest’avventura unica che è la vita.
Suppongo che essere per metà italiano avrà i suoi vantaggi, però sono sicuro che ti divertirai di più con la tua metà colombiana. Non posso negare che il mio è un paese difficile e neanche che sono rabbiosamente orgoglioso di essere nato lì. La cosa sicura è che ho aspettato tutti questi anni prima di avere un figlio perché volevo garantirgli una vita migliore della mia ed evitargli pericoli e privazioni.

Non penso di essermi sbagliato: è solo che le mie garanzie non garantiscono nulla. Il mondo è un posto pericoloso e l’unica cosa che possiamo fare per quelli che amiamo è amarli. Sono cresciuto senza sicurezze e con molte privazioni, ma sono diventato forte insieme ai miei fratelli, protetto dall’indistruttibile amore di mia madre.

Decidere di avere un figlio significa credere implicitamente che esiste ancora la possibilità di sognare. Guardo gli occhi di tua madre illuminati dalla tua presenza: giorno dopo giorno la invadi, diventi il centro della sua vita e tutto il resto passa in secondo piano. Ho sempre saputo che, se mai avessi avuto un figlio, la cosa più importante era incontrare una buona madre.

E in questo senso non potresti essere più fortunato. Lei e io sappiamo che ci unirai al di là del tempo e dell’amore. Il destino degli esseri umani è fragile e i cuori cambiano, si sa, ma in te ci ritroveremo sempre. Non so che tipo di persona sarai, mi spaventa sentir dire che molto dipenderà da me. Ma è ancora presto per spaventarmi.

Sei figlio di due culture, di due lingue, di due storie e negli aeroporti potrai fare la fila riservata agli europei, mentre a me verranno ispezionate perfino le budella. Molti sono convinti che la vita sia come un ippodromo e che ognuno debba solo fare il suo giro. Invece non tutti i cavalli ce la fanno e gli imprevisti sono inevitabili.

Per questo voglio dirti che non so se avrò sempre le risposte alle tue domande (quindi comincia ad abituarti agli esempi con gli ippodromi e i passeri che ridono). Poco tempo fa qualcuno mi ha chiesto se mi aspettavo qualcosa da te: avrei voluto dargli un pugno in faccia. Non ho mai sopportato chi si aspetta qualcosa da me, e quello che mi aspetto da te è che non sopporterai mai chi si aspetta qualcosa da te.

Guardo il giardino che circonda casa nostra. Gonzalo, il nostro labrador di due anni, corre da una parte all’altra inseguendo gli insetti. Alcuni pini in fondo chiudono lo spazio. Le voci dei vicini che parlano del tempo si perdono nella brezza del tramonto e un’intensa paura di morire mi stringe l’anima.

Da qualche parte ho scritto che gli uomini sono immortali fino a quando non hanno dei figli. Avevo ragione. Da quando ho saputo che ci sei, ogni secondo conta. Non chiedo molto, solo di essere qui quando arriverai e di non andarmene fino a che non sarai al sicuro.

 

 

 

 

 

 

Published in: on aprile 21, 2008 at 1:29 pm  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Bello, davvero bello.

    Complimenti a Medina Reyes. Ma perché non gli fai un po’ di pubblicità? Cosa ha scritto, dove si può comprare?

    In fondo, ‘deso el xe uno de noartri (oppure no?)

  2. Strano ma vero,abita tra Vicenza e Bogotà. Si è anche uniti a un gruppo di musicisti vicentino però ora non se ne sente parlare molto. In realtà questo articolo si discosta molto dal suo stile usuale: scrive di sessualità in modo molto diretto e crudo e può non piacere ma ha senz’altro una sua personalità creativa ben lontana da quella “accademica”. Se pubblica ancora qualcosa probabilmente lo presenterà in una libreria a Vicenza. perciò…occhi e orecchie aperti!

  3. E’bellissima. E, purtroppo, straziante. Piango, perchè in questo stesso momento nel mio piccolo paesino salentino si celebra il funerale di un ragazzo 18enne morto domenica scorsa in un incidente stradale. E qui ci sono un padre e una madre che piangono un figlio. E vorrei tanto che ci fosse Qualcosa o Qualcuno che potesse impedire una tale sofferenza. Vorrei che fosse vietato per qualunque genitore seppellire il proprio figlio. Scusate lo sfogo ma certi eventi mi svuotano, anche se io Alex non lo conoscevo personalmente. Voglio dirgli comunque, da qui, da sotto le righe di una lettera d’amore di un padre per un figlio, voglio dirgli… Buon viaggio, angelo. E guardaci da lassù.

  4. Che tristezza Federica! Hai proprio ragione, un genitore non dovrebbe sopravvivere al figlio, è troppo doloroso.
    Ti sono vicina in questo momento di lutto anche se neanch’io conoscevo questo ragazzo,ma siamo tutti uniti da qualcosa di più grande di noi.

  5. Grazie Sara. Ne sono convinta anch’io.


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