E’ l’insegnante che fa l’aula?

 

La scuola italiana è in crisi!

Chiunque lavori al liceo,alle medie o addirittura alle elementari ve lo può confermare: insegnanti sottopagati e demotivati sempre indietro con i programmi e alle prese con ragazzini apatici e arroganti (ne ho avuto a che fare perfino io e non lavoro nel pubblico) iperprotetti da genitori nevrotici e prepotenti (povero fio mio), strutture scolastiche spesso fatiscenti o comunque non attrezzate ( licei linguistici senza registratori audio, un computer in tutta la scuola…) e via così.

Questo è il risultato in un Paese in cui la cultura è un valore vuoto e inutile!

L’uomo è ciò che apprende.

Quindi ,se non impari nienti, vali meno di zero. Ma non in questa società, dove sembra valere la regola inversa!

 

Da dove iniziare? Dall’insegnante, propongono molti, il vero centro del processo di apprendimento!”E’ la qualità della sua relazione con l’allievo a determinare la qualità della scuola, non il pc, l’inglese per tutti o le acrobazie psicopedagogiche, fattori importanti, ma non decisivi” scrive Giorgio Blandino, professore di psicologia dinamica e autore di Quando insegnare non è più un piacere.

 

Insomma, è l’insegnante che fa l’aula. Il dibattito è aperto: voi che dite?

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3 commentiLascia un commento

  1. Quando un ragazzino con il videofonino da 500 euro, le scarpe e i jeans firmati, appena arrivato sul suo motorino da 4mila euro, arriva in classe e trova una struttura che sembra ferma a 20 anni prima, cosa pensa? I prof sono tutti degli sfigati, la scuola è per i perdenti.

    Risultato? Ce l’abbiamo tutti davanti agli occhi, basta andare al cinema se per sfortuna quel film interessa anche a qualche ragazzino.

    Io comunque avrei una proposta semplice semplice: tutti i soldi dell’Alitalia e del rimborso elettorale ai partiti all’Istruzione.

  2. Innanzitutto gli insegnanti vanno pagati di più. Perchè nella nostra società la posizione e il prestigio sociale si misura anche con lo stipendio. Perchè i professori in Germania sono una categoria più che rispettata e ben pagata e da noi no?
    Ad una mia collega che lavorava in una scuola media un ragazzino le ha detto” Ma prof, ma chissenefrega di studiare Leopardi se poi mio papà mi lascia la carrozzeria?” Perchè un idraulico devo avere l’Audi e un insegnante deve fare i salti mortali per sopravvivere?

  3. D’altronde, come essere ottimisti?

    L’altro giorno ho sentito il ministro dell’Istruzione ripetere, per due volte, “credo che è”, e “penso che è”.

    E per il prossimo ministro dell’Istruzione (Bondi, Formigoni, Christian De Sica?) non c’è da stare più allegri…


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