Fiori viventi, parte II

 Dopo quasi anno si è pronte per sostenere un esame per diventare maiko, apprendista geisha. Solo allora le ragazze possono passare al kimono (una maiko dovrebbe possederne almeno 40 all’inizio, e sono tutti costosissimi), i gioielli , il trucco e l’acconciatura tradizionali (Con l’andare degli anni molte di loro soffrono di calvizie sulla sommità della testa, per via del tiraggio continuo dei capelli all’indietro). La maiko è pronta per andare al lavoro, che è molto più noioso di quello che si pensa: intrattenere gli ospiti, quasi sempre uomini di una certa età, a cene e a feste servendo loro il tè, esibendosi in spettacolini musicali e danzanti. Non possono né mangiare né bere niente durante la cena ma solo rallegrare la serata del cliente giapponese con un erotismo che ad un uomo occidentale appare completamente incomprensibile. Dopo cinque anni di gavetta potranno diventare geishe e ripagare i loro debiti alla oka-san, la donna che ha investito su di loro tempo e soldi.

Molte geishe sono delle artiste vere e proprie ma il loro compito principale è quello di ornare e decorare l’ambiente con la loro semplice presenza.

Come dire, non è la mia tazza di sakè. Ma sempre meglio delle veline.

Pubblicato in: on Aprile 30, 2008 at 7:10 am Commenti (1)
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  1. ornare e decorare l’ambiente?? capperi!no,decisamente non è la mia tazza di sakè!!
    beh , certo meglio delle veline..però…;-)
    cmq complimenti !una bella ed interessante descrizione di un posto che non visiterò mai..grazie.
    e: viva BANANA Y.!


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