Di ritorno dal Giappone, non si sfugge alla domanda di rito: Ma hai visto le geishe? Sì, certo, camminando nella parte vecchia di Kyoto ne vedi molte, soprattutto le le maiko, le aspiranti. Le vedi procedere a passo incerto su sandali altissimi, traballanti ma composte, truccatissime e pettinatissime. E sfatiamo due luoghi comuni: non sono tutte belle, anzi!, i molti strati di kimono le rendono tutte un po’ paffutelle, e , soprattutto, non sono assolutamente delle prostitute.
Chi sono allora le geishe? Prima di tutto un tempo le ragazze non sceglievano volontariamente diventare geishe, provenivano spesso da famiglie povere e con molti figli e iniziavano da bambine il duro apprendistato. Un po’ come le monache da noi. Oggi, invece sono le ragazze, solitamente sui 14-15 anni, a voler intraprendere questo lavoro, molto faticoso ma ricco di privilegi. L’apprendistato comincia con la separazione totale dalla famiglia( neanche una telefonata ai genitori per più di un anno), il trasferimento a Kyoto (o Tokyo) e la convivenza con una ragazza maiko, la sorella maggiore. L’addestramento è molto lungo e complesso: lezioni di danza, pronuncia (le ragazze di provincia devono perdere la loro inflessione), portamento, flauto, composizione floreale ecc.
Nella foto: maiko a Kyoto, maggio 2007.

